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M3 e TecnoAmbiente, “Raccolta firme per l’ambiente”

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ESTRATTO TAVOLA RIR"Fin da oggi il Comitato Cittadino CambiaMenti è disponibile alla collaborazione con le istituzioni e le associazioni nella raccolta firme perché il territorio appartiene a tutti i cittadini ed è solo facendo fronte comune che si possono ottenere risultati". Una raccolta firma proposta durante l'ultima riunione della consulta di Ponte a Egola.

"Nel corso della discussione - raccontano dal Comitato -, a seguito di un confronto tra tutti i partecipanti, è emersa la proposta di una raccolta di firme congiunta, sostenuta anche dal Comitato CambiaMenti, che tenga insieme la questione dell'allontanamento di M3 ex Icla e del blocco dell'ampliamento di Tecnoambiente, tenendo giustamente insieme due questioni che sono unificate dall'obiettivo della tutela della salute dei cittadini e della vivibilità di Ponte a Egola".
Sulla questione dell'ampliamento di Tecnoambiente all'interno della zona industriale di Ponte a Egola CambiaMenti spiega: "Un ampliamento che porterà la quantità dei rifiuti trattati e stoccati dalle attuali 3100 tonnellate (500 delle quali di rifiuti classificati come 'pericolosi'), a circa 6500 complessive, contraddicendo, secondo molti imprenditori e molti cittadini, gli obiettivi di valorizzazione della qualità etica e ambientale delle produzioni conciarie della nostra area, impliciti nel riconoscimento della zona industriale di Ponte a Egola come APEA ovvero Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata. Il dirigente dell'Ufficio urbanistica del Comune e il sindaco hanno risposto facendo riferimento da una parte alla regolarità delle procedure autorizzative e delle valutazioni di impatto ambientale della Regione Toscana (regolarità peraltro contestata da molti nel corso della discussione), dall'altra al contributo che l'azienda dà allo smaltimento dei rifiuti dell'area conciaria che non esclude però la presenza di una consistente importazione dall'esterno di rifiuti, sia 'non pericolosi' che 'pericolosi'. Gli esponenti del Comitato Cittadino CambiaMenti che sono intervenuti nella discussione, su questo punto hanno messo in evidenza soprattutto la necessità, a tutela della salute della popolazione, di non produrre un ulteriore aggravio del carico ambientale che già pesa sulla situazione di Ponte a Egola, per la presenza della ancora irrisolta questione del dislocamento dell'M3 ex Icla, nonostante gli impegni assunti nel 2015 dal sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini di considerare ultimativa per l'allontanamento dell'azienda, dall'area attualmente occupata, la scadenza del 30 settembre 2018. La posizione del Comitato Cittadino CambiaMenti, sul punto è molto chiara, nessuno vuole un blocco dello sviluppo del distretto, l'interesse principale però, è per una riqualificazione dell'area in modo che le imprese possano essere competitive nel mercato globale e rispondere ai criteri di eccellenza che vengono richiesti. Ma proprio per questo non ha senso, in nome di interessi particolari, aggravare il carico ambientale su Ponte a Egola e sull'intera area in cui essa è inserita con ulteriore attività di importazione di rifiuti. La questione dell'M3 ex Icla è emersa anche a proposito dell'altro punto rilevante che, essendo all'ordine del giorno, è stato discusso nella riunione: una variante urbanistica per la realizzazione, in un'area posta a circa trecento metri dall'ex Icla, di un polo aggregativo in cui collocare attività culturali e ricreative promosse dall'associazionismo e della quale iniziativa si è fatta promotrice l'Associazione La Ruga. Il Comitato Cittadino CambiaMenti, come ha pubblicamente e chiaramente espresso alla Consulta, non solo è assolutamente favorevole a questa realizzazione ma pensa che sarebbe un'occasione importante per il miglioramento della qualità della vita e della socialità in un centro come Ponte a Egola che di tutto questo ha bisogno. Resta però il fatto che l'area individuata è situata a meno di 325 metri dalla fabbrica e ricade nella zona di rischio denominata 'Area di Danno' dove non può essere realizzata nessuna nuova struttura se prima non viene dislocata la M3 Ex Icla. Questo è quanto stabilisce l'attuale Regolamento Urbanistico che non è modificabile con una semplice variante se contemporaneamente non viene modificato il Rir ovvero il documento Rischio d'incendio rilevante con il quale si ribadisce l'impossibilità di edificare sull'area prescelta per l'alto rischio cui è sottoposta. Per tale ragione e in riconoscimento della bontà del proposito, il Comitato Cittadino CambiaMenti ribadisce la necessita di attuare qualunque strategia per giungere al dislocamento della M3 nei tempi più brevi possibili in maniera che si possa attuare la variante al RU e l'eliminazione del Rir". 

 

Ultima modifica il Martedì, 06 Novembre 2018 12:46

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