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Ex Gozzini, Mazzantini: “Ecco perché non ci sarò”

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eternit gozzini"I cittadini di quella zona hanno vissuto per decenni intorno a un'area fortemente contaminata e ci sono voluti oltre 10 anni di attesa dalle prime denunce affinché l'amministrazione comunale si decidesse finalmente a fare ciò che la legge le impone e cioè intervenire a tutela della salute pubblica, diritto sacrosanto di ogni cittadino". Lo dice Luca Mazzantini, consigliere comunale M5S a Santa Croce sull'Arno, annunciando che non parteciperà all'iniziativa pubblica di somani 10 novembre che festeggia la fine dei lavori di rimozione amianto alle ex Gozzini.

"Come portavoce in consiglio comunale del M5S di questo comune - spiega -, voglio prendere le distanze da questa iniziativa, alla quale non parteciperò, soprattutto per la modalità con cui essa è stata presentata. Una lettera piena di ipocrisia, che la sindaca si poteva decisamente risparmiare". Secondo Mazzantini: "E' iniziata la campagna elettorale. E in modo parecchio goffo e squallido".
"Leggere nella lettera di invito - continua - recapitata solo nelle cassette postali dei residenti di quell'area, tra le altre cose, parole come 'non siamo stati spinti da nessun obbligo... non ci siamo barricati dietro la burocrazia, ma abbiamo fatto di tutto per mettere in pratica un'operazione legittima che guardasse al bene comune', è a mio avviso un'occasione persa dalla nostra sindaca per tacere, oltre che offensivo nei confronti delle persone che per anni hanno visto negato un loro diritto". Perché "La sindaca persevera, come i peggiori politici, a voler far passare questo intervento come una sua gentile concessione e come una cosa che ha sempre voluto, quando in realtà è stato proprio il muro di gomma dell'amministrazione comunale ciò che ha procrastinato il più possibile l'intervento che la legge prevedeva, come già le era stato a suo tempo indicato e scritto nero su bianco, oltre che dal M5S nell'istanza luglio 2013, anche dal Tribunale Amministrativo Regionale e dalla curatela fallimentare che ha in custodia l'immobile. Pur sapendo già in partenza che chi aveva in custodia il bene non aveva nemmeno le risorse per intervenire, sono stati spesi soldi in inutili ricorsi per sentirsi ripetere ogni volta dal Tar le stesse cose e cioè che non potendo intervenire il privato, spettava al comune agire direttamente. Dopo aver finito le scuse, grazie soprattutto, finalmente, alla mobilitazione dei cittadini esasperati, si sono decisi a richiedere all'Ausl il parere che non era mai stato chiesto, proprio perché era l'unico documento che li avrebbe posti di fronte all'obbligo di agire a tutela della salute pubblica. Fino ad allora le scuse erano state 'costa troppo', 'è troppo complicato', 'intervento irrealizzabile' e la più assurda: 'non c'è nessun rischio per la salute pubblica', senza aver ancora fatto una perizia per appurarlo, perizia che poi guarda caso ha evidenziato il contrario. E le prime segnalazioni protocollate dei cittadini risalgono al 2004. Dov'era la nostra attuale sindaca, già assessore all'ambiente dal 2009 al 2014? Cosa ha 'studiato' in tutti quegli anni? Sono convinto che una lettera, ma dal contenuto diverso, avrebbe avuto senso scriverla ai cittadini che vivono in altre zone di Santa Croce, per spiegare loro il motivo per cui sono stati giustamente spesi quasi 300mila euro, in modo da far capire anche a chi non vive lì vicino, le ragioni di questo intervento ed evitare malumori dovuti alla disinformazione. Ma evidentemente nel 2018 ciò che è un diritto viene purtroppo fatto passare come un favore, con tanto di autocelebrazione, quando sarebbe stato opportuno, se non uno 'scusate il ritardo', quantomeno un dignitoso silenzio".

 

Ultima modifica il Venerdì, 09 Novembre 2018 21:33

Commenti   

 
0 # Sibilla 2018-11-13 12:26
C’e Chi invece ha deciso di partecipare.... protagonismo prima di tutto!
 

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