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Cittadini “in allerta” e in rete, controllo di vicinato convince

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di Nilo Di Modica
WhatsApp Image 2019-06-19 at 20.54.06Operazione sicurezza: la parola alle giunte, anche nel Cuoio. Hanno fatto breccia nelle nuove amministrazioni del Comprensorio le parole del Prefetto di Pisa Giuseppe Castaldo, che martedì in occasione del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica aveva parlato di nuovi strumenti giuridici e organizzativi per il “Controllo del vicinato” (leggi qui).

Costruzione di una “rete” di cittadini disposti a mettere occhi e orecchie a disposizione delle forze dell'ordine che potrebbe presto sbarcare a San Miniato, Castelfranco e Santa Croce, ma che finirà nell'ordine del giorno delle prima giunta anche a Montopoli. “Non sono ronde – precisa il neoeletto sindaco di San Miniato Simone Giglioli, presente all'incontro insieme a vari sindaci della provincia –. L'idea, ben messa in chiaro dalle parole del Prefetto, è quella di nominare alcune figure di riferimento che abbiano nelle città e nelle frazioni il compito di coordinare le eventuali segnalazioni provenienti dai cittadini. Si tratta di un'operazione che come amministratori ci interessa molto e che dà stumenti validi a quelle politiche sostenibili sulla sicurezza cui abbiamo molto parlato in campagna elettorale. Ecco perché a San Miniato possiamo già confermare che la cosa ci interessa, dobbiamo solo organizzarci per come è fatto il nostro territorio”.
L'adesione dei comuni interessati è volontaria e passa attraverso una deliberazione della giunta e la stipula con la Prefettura di un protocollo d'intesa nel quale il comune si impegna a coinvolgere la polizia locale nella promozione del progetto. Fra le incognite della costruzione di questa rete di cittadini “in allerta” vi è quella di un puntuale e formale riconoscimento di alcune figure che facciano da tramite fra chi segnala e le forze dell'ordine, in primis i Carabinieri. “Figure che dovranno sicuramente avere un profilo pubblico riconosciuto i cui lineamenti sono stati tratteggiati dal Prefetto – continua Giglioli –. Tali persone dovranno essere scelti dai comuni insieme alla Prefettura. Noi, ad esempio, per la struttura del nostro territorio e per l'organizzazione che già abbiamo penso che dovremo prendere tale decisione insieme alle consulte e ai comitati civici”. Un ruolo importate in questo frangente, potrebbero poi svolgerlo associazioni di appartenenti alle forze dell'ordine in pensione come l'Associazione Nazionale Carabinieri o di Protezione Civile, ma non solo.
Ci sono comuni come Castelfranco, ad esempio, che qualcosa di simile già lo stanno adottanto da qualche tempo nelle Cerbaie e nelle frazioni, dove il tema sicurezza è da sempre più sentito che altrove. La colaborazione in questo caso è avvenuta con soggetti provenienti dallo scoutismo. "Rispetto a quando accettammo di sperimentare qualcosa di simile con il prefetto Tagliente la situazione è cambiata – spiega Gabriele Toti –. Tutto adesso è molto più codificato e ha la forma chiara di una richiesta che sono le stesse forze dell'ordine a farci. E' un modo intelligente di strutturare un fenomeno che in parte esiste già, ovvero quello della segnalazione che alle volte i cittadini fanno circa la presenza di persone o auto sospette che attraversano i quartieri e via dicendo. Un progetto che andrebbe approvato e messo in campo nel Comprensorio mettendo anche insieme i vari comuni”.
Fra i primi amministratori a dare la propria approvazione al progetto c'è poi Santa Croce. “Organizzeremo presto iniziative di presentazione di questo progetto, così potremo confrontarci su questo e sciogliere eventuali dubbi – dice la sindaca di Santa Croce Giulia Deidda –. Si tratta di un impegno che il Comune, le Forze dell'Ordine e i cittadini assumono reciprocamente. Il Comune mette a disposizione risorse, esperienza e attenzione al territorio. Le Forze dell'Ordine si mettono in ascolto dei cittadini che si sono organizzati. I cittadini creano una rete per agevolare il lavoro delle Forze dell'Ordine. La collaborazione di tutti i soggetti istituzionali a questo progetto di sicurezza partecipata ci aiuterà a creare una rete di informazioni e di relazioni che aumenterà la consapevolezza delle persone rispetto a ciò che succede nelle vicinanze dei luoghi di vita, di lavoro o di svago. Ogni percorso serio e concreto non può che passare da un lavoro di squadra, dove ognuno conosce bene il suo ruolo e fa la sua parte, non dove qualcuno pensa di poter fare qualsiasi cosa senza avere né titoli né esperienza per assumersi importanti responsabilità”.
Si dice “interessato” anche Giovanni Capecchi, sindaco di Montopoli. “Eravamo presenti all'incontro con il Prefetto con la nostra nuova assessora con delega alla sicurezza Roberta Salvadori – dice Capecchi –. L'idea di sicurezza della quale abbiamo a lungo parlato in campagna elettorale, fatta di vivibilità dei luoghi e di presidio del territorio, è diversa da quella che ci viene offerta oggi da questo progetto. Ma ciò non toglie che venga incontro alle richieste e alle percezioni dei cittadini. Per questo ne parleremo in occasione della prima riunione della giunta”.

 

Ultima modifica il Giovedì, 20 Giugno 2019 12:04

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