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Crollo del calzaturiero, fatturati in calo nel conciario

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calzaturiero 2A segnare il passo è soprattutto il calzaturiero, che lascia sul terreno addirittura un 10% in meno di produzione, con un calo di fatturato del 7,4%. Situazione ribaltata per il conciario, dove invece il giro d'affari cala più della produzione: rispettivamente il 5,4 e il 3,9%, a dimostrazione di un settore dove tutto sommato si continua a lavorare, ma nel quale evidentemente il margine di guadagno si assottiglia. A dirlo sono i dati della Camera di commercio di Pisa sulla produzione industriale della provincia nell'ultimo trimestre del 2015, in raffronto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indagine congiunturale, condotta su un campione di 126 imprese manifatturiere pisane con oltre 10 addetti, consegna nel complesso un dato comunque positivo. Nel quarto trimestre del 2015, infatti, dopo un anno di contrazioni, la produzione manifatturiera dell'intera provincia pisana rileva un incremento della produzione dell'1,4% rispetto al medesimo trimestre del 2014. Il dato pisano è in linea con il +1,3% segnato a livello nazionale. E' una crescita, tuttavia, confinata, alla sola elettrometalmeccanica e, più in generale, ad un numero limitato di imprese: il saldo tra le aziende che hanno dichiarato un aumento della produzione e quelle che, invece, registrano una contrazione è infatti negativo per 13 punti percentuali.

 

Fatturato e ordini in crescita, soprattutto quelli esteri
La crescita del fatturato dell'industria pisana rimane non solo contenuta (+0,3%) ma determinata quasi esclusivamente dalla domanda estera: un +8,4% anche in questo caso concentrato nell'elettrometalmeccanica. Gli ordinativi totali, in calo del 2,3% rappresentano l'unico indicatore negativo, sebbene anche in questo caso si rilevi una crescita del 2,9% nella componente estera. Positivo, nonostante il progressivo calo dei prezzi delle materie prime, il dato dei prezzi alla produzione (+1,9%): un timido tentativo di superamento delle politiche di compressione dei margini di prezzo messa in atto dalle imprese.

Migliorano i dati sul lavoro
Gli occupati rilevati dall'indagine sul campo (+2,2%) delineano un rasserenamento del mercato del lavoro. Più controverso, invece, il dato amministrativo relativo agli ammortizzatori sociali, per i quali a fine settembre è entrata in vigore la riforma legislativa connessa al Jobs Act. L'importante calo delle ore di Cig autorizzate (-58,1%), è frutto del crollo della Cassa in deroga (-70,3%), che risente delle oscillazioni nell'entità dei fondi ad essa dedicati, e della Gestione straordinaria (-63,3%), mentre aumenta la componente Ordinaria (+41,1%).

La piccola industria stenta ancora
Le unità produttive di maggiori dimensioni (oltre 49 addetti) registrano un picco produttivo (+6,5%) e una discreta crescita del fatturato (3,5%), trainata dalla domanda estera (+16,5%). Stabili gli ordinativi (+0,2%) ed in lieve contrazione l'occupazione (-0,4%). La piccola industria (da 10 a 49 addetti) continua invece a perdere terreno, sia in termini di produzione che di fatturato (rispettivamente -3,6% e -3,1%). In contrazione anche il portafoglio ordini (-3,9%). Gli indicatori relativi alla domanda oltreconfine sono orientati alla stabilità, sia per quanto riguarda il fatturato che per gli ordinativi esteri.

Tra i settori cresce solo l'elettrometalmeccanica
Tra i diversi comparti spicca la crescita di metalmeccanica, mezzi di trasporto ed elettronica (+9,9% la produzione, +4,4% il fatturato). I restanti settori restano invece in terreno negativo a partire dalle calzature, che subiscono un nuovo crollo della produzione (-10,8%) e del fatturato (-7,4%). Flette anche il conciario (-3,9% la produzione, -5,4% il fatturato). Le manifatture varie contengono il calo produttivo nei 3 punti percentuali, ma riescono a realizzare un incremento di fatturato dell'1,4%.

Attese in ulteriore miglioramento
Le aspettative degli imprenditori pisani per i primi mesi del 2016 registrano un nuovo miglioramento. Il clima di fiducia, misurato come media di quattro indicatori relativi ad occupazione, produzione, domanda interna ed estera, sale a +5 grazie, in particolare, alla domanda estera.

Il punto di vista di Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio di Pisa
"Se da un lato conforta che il 2015 si sia chiuso con il segno più - commenta il presidente Valter Tamburini – non possiamo trascurare come la poca ripresa che stiamo osservando sia ancora per pochi. Inoltre, rispetto al momento in cui è stata realizzata l'indagine, sono aumentati anche i rischi che possono compromettere il recupero del nostro manifatturiero: un recupero che, in ogni caso, rimane sempre allo stato embrionale. In un contesto ancora molto fragile, la Camera di commercio di Pisa continua quindi ad allocare risorse umane e finanziarie per iniziative che puntano ad agevolare gli investimenti e le azioni di internazionalizzazione delle piccole realtà produttive: attività indispensabili per il rilancio del nostro sistema".

Ultima modifica il Giovedì, 31 Marzo 2016 19:46

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