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Castelfranco e S.Croce decidono insieme il piano strutturale

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castelfrancodisottoCastelfranco e Santa Croce: un piano strutturale unico per i due Comuni. Ad annunciarlo, con un comunicato congiunto, sono i due sindaci, Gabriele Toti e Giulia Deidda.
Due comuni uniti per delineare il proprio futuro. È questo che emerge dalla delibera assunta dai comuni di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull'Arno, per realizzare un piano strutturale unico. Con questo obiettivo parteciperanno ad un bando della regione Toscana per sostenere le iniziative degli enti che intraprendono strumenti di pianificazione territoriale con una valenza sovracomunale a valere per i prossimi anni.

"La nostra intenzione - dichiarano i sindaci - è di intervenire per aggiornare lo strumento principale della pianificazione comunale. Abbiamo scelto di intraprendere un percorso che porti al disegno di città governato da una visione condivisa del futuro di questo territorio. Nella formazione dello strumento di pianificazione territoriale comunale saranno delineate strategie di sviluppo territoriale di area vasta mettendo insieme tutte le peculiarità proprie di una area tanto ampia e complessa quanto ricca di spunti e di storia. Alla base della scelta c'è la volontà di una visione che favorisca uno sviluppo nel quale il territorio sia considerato nella sua ampiezza e seguendo, nelle scelte fondamentali, una visione sovracomunale".
Aggiungono inoltre che "l'intento di un piano di area complessivo è quello di descrivere le linee essenziali – strutturali appunto - considerando gli assetti principali. Il quadro di riferimento  normativo ma anche e soprattutto politico amministrativo deve spingere a considerare questo come un territorio assai ampio ed articolato in cui  prevalgono elementi comuni come le risorse naturali e paesaggistiche caratterizzanti il territorio rurale e le aree di valore paesaggistico ed ambientale, i caratteri dei sistemi insediativi con particolare riferimento ai centri storici, del sistema produttivo che si caratterizzerà dall'individuazione di nuove aree di espansione ma sopratttutto del recupero dei primi nuclei industriali e dei contenitori conciari dismessi, le aree di frangia dismesse da recuperare ed  integrare con il tessuto urbano, le dotazioni infrastrutturali esistenti e di previsione, le dinamiche socio economiche esistenti e le loro potenzialità di sviluppo".
I vigenti strumenti di pianificazione urbanistica dei due comuni, sono costituiti, nel rispetto delle normative vigenti, dal piano strutturale e dal regolamento urbanistico. La volontà delle amministrazioni interessate inoltre recepisce le indicazione della legge regionale 65/2014 e modificazioni, che non solo prevede ma anzi, favorisce, la redazione di piani strutturali intercomunali per indicare politiche e strategie di area vasta in coerenza con gli strumenti di pianificazione territoriale di competenza regionale e provinciale quali il Pit, il Ptc della provincia di riferimento, per la formazione di uno strumento di pianificazione territoriale intercomunale volto allo sviluppo sinergico di un'area vasta.
I caratteri che costituiscono il piano strutturale intercomunale saranno quelli dettati dalla legge regionale 65/2014 e nello specifico, sarà definito il nuovo quadro conoscitivo quale aggiornamento e reinterpretazione dei dati costituenti i piani strutturali comunali vigenti, dei dati della pianificazione sovra ordinata del piano regionale, del Ptc della provincia di Pisa e di settore nonché dall'integrazione con gli eventuali studi settoriali mancanti in conformità ai disposti normativi vigenti che incidono sulla disciplina urbanistica; la definizione dello statuto del territorio, aggiornando le invarianti strutturali, la definizione della strategia dello sviluppo sostenibile di cui all'articolo 92 comma 4 della legge regionale 65/2014 e modificazioni predisposte in modo organico ed estese all'intero territorio interessato dalla pianificazione intercomunale, articolate nelle quattro tematiche di area vasta definite dall'articolo 94 della legge regionale 65/2014; la definizione del quadro valutativo costituito da tutti i documenti e rapporti ambientali che saranno predisposti per il processo di Valutazione ambientale strategica che dovranno valutare e orientare la sostenibilità del piano intercomunale.
Nello schema di convenzione che andrà in consiglio comunale sarà individuato la redazione del piano strutturale intercomunale e di due distinti piani  operativi; l'affidamento dell'incarico per la redazione dei suddetti strumenti urbanistici ad un unico operatore economico esterno, comprensivo di tutte le prestazioni accessorie quali a titolo esemplificativo le indagini idrauliche, geologiche, ambientali, le prestazioni informatiche e le consulenze legali.
Il comune di Castelfranco, indicato come capofila, ha un territorio assai più ampio e articolato che unisce la zona propria del capoluogo inserita nella piana del Valdarno con il territorio delle Cerbaie e dell'area dell'ex lago di Bientina, comprendenti le frazioni a ridosso della piana lucchese e per questo avrà un peso maggiore nella ripartizione degli oneri e sarà capofila.
Sotto l'aspetto della gestione, è prevista la costituzione di un organo comune, costituito dai sindaci o loro delegati che assume il compito di esprimere il proprio indirizzo politico, il coordinamento dell'organizzazione e dello svolgimento dell'esercizio associato e la definizione dei rapporti finanziari tra gli enti coinvolti; per quanto riguarda i criteri per la definizione dei rapporti finanziari tra gli enti in particolare per la partecipazione alle spese derivanti a qualsiasi titolo all'esercizio associato, la ripartizione è definita con riferimento ai parametri del numero di abitanti e dell'estensione territoriale per i quali individuare il peso in percentuale.

 

Ultima modifica il Giovedì, 20 Settembre 2018 10:56

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