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Unione Valdera, il sindaco Millozzi: “sempre tenuto alla pari dignità dei sindaci”

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simone millozzi

Pari dignita fra tutti i sindaci dei comuni facenti parte dell'Unione. Tende a precisare questo concetto fondamentale Simone Millozzi, rilanciando peraltro le parole del presidente Corrado Guidi, in merito alle voci che da settimane si rincorrono circa un ulteriore crisi di coesione all'interno dell'Unione Valdera, con particolare riferimento a Ponsacco.

"Il comune di Pontedera d'intesa con tutti gli altri, ha sempre promosso ed informato la propria azione al principio cardine che guida i lavori della giunta dell'Unione, la pari dignità di tutti i sindaci che vi prendono parte” scrive il primo cittadino pontederese. “Nella prassi, prima che nella formula statutaria, ogni decisione è stata adottata, salvo rarissimi casi, all'unanimità dei comuni partecipanti; questa circostanza, più di ogni altra suggestione, mi pare la prova provata della condivisione pressoché totale con cui la Valdera fino ad oggi è stata costruita e governata. Allo scopo mi preme ricordare che il sottoscritto, esattamente come ogni altro sindaco di ogni altro comune, ha messo a disposizione del progetto della Valdera unita un contributo costruttivo trasferendo parte della propria sovranità e della struttura amministrativa al servizio di un progetto realmente comune e di area vasta.


All'interno di ogni struttura nata da un patto costitutivo forte e strutturato (il concetto vale in generale anche per l'Unione Europea) è per definizione un errore politico ed amministrativo ritenere che l'interesse particolare del singolo componente possa esser perseguito meglio ed al di fuori del perimetro che circoscrive l'interesse collettivo. Riguardo alla nostra Unione, mentre dal punto di vista organizzativo e funzionale ben può esser perseguita con efficacia ed efficienza la ricerca di singole collaborazioni per sottoambiti omogenei mi pare invece fuori luogo, fuori dal tempo oltreché antieconomico, pensare di costituire nuovi poli finalizzati più o meno celatamente alla costruzione di contrappesi (in)utili a colmare una presunta marginalità di questo o quel comune rispetto a Pontedera: il più delle volte finisce per esser subalterno soltanto chi si sente tale. Ricordo che mai al tavolo dei sindaci il sottoscritto si è permesso di far valere il peso del numero degli abitanti, della posizione geografica, della presenza sul territorio di infrastrutture zonali (ospedale, stazione, scuole superiore, servizi...); sempre invece si è cercato di mettere a fattore comune la vocazione e le variegate esigenze dei singoli territori della Valdera per costruire un sistema territoriale capace, come è stato, di far valere le proprie istanze di area sui tavoli regionali e nazionali a beneficio dei cittadini che ci vivono e ci lavorano.

 

Sotto altro profilo è altresì vero che vi debba essere una assunzione di responsabilità politica chiara e netta da parte del partito che esprime ed appoggia per la quasi totalità la classe dirigente amministrativa dei comuni che oggi compongono l'Unione: il Partito Democratico non può non far sua una posizione che ponga il rilancio del governo associato della Valdera come una esigenza prioritaria ed indifferibile ancorata ad una visione territoriale e strategica d'insieme non piegata né piegabile ai “desiderata” di un sindaco piuttosto che di un altro”.

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