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Provincia senza risorse, "Chiuderemo le strade"

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fran"Senza risorse adeguate, saremo costretti a chiudere le strade provinciali per garantire la sicurezza dei cittadini". Parola del presidente della Provincia di Pisa Marco Filippeschi, che lancia l'allarme sulla situazione ormai insostenibile delle strade provinciali. Una situazione innescata dalla legge di riforma Delrio, che ha gradualmente tolto risorse alle amministrazioni provinciali in vista della loro graduale dismissione che, secondo i programmi del Governo Renzi, sarebbe dovuta avvenire con la vittoria del Sì nel referendum del 4 dicembre. La bocciatura della riforma, ha lasciato le Provincie al loro posto e con le loro funzioni, ma ormai svuotate delle capacità economiche e finanziarie per sopperire anche alla manutenzione ordinaria.

La propria dimostrazione tangibile di questa situazione sono proprio le strade provinciali, che non a caso sono state uno degli argomenti della prima seduta del nuovo consiglio della Provincia di Pisa che si è tenuta ieri, 30 gennaio. Nell'occasione è stata votato all'unanimità un ordine del giorno che segnala la situazione di assoluta emergenza nella quale si trova la viabilità provinciale, in assenza di risorse sufficienti a garantire la manutenzione ordinaria. "Le Province gestiscono ancora 130 mila chilometri di strade (oltre il 70% dell'intera rete viaria nazionale) – ricorda il presidente Filippeschi -. Strade percorse quotidianamente da milioni di persone, mentre negli ultimi due anni le risorse per assicurarne la sicurezza e la manutenzione sono diminuite del 60%, in un contesto normativo che ha creato una disparità di trattamento tra Province e Città metropolitane. Già nel 2014 la mrovincia di Pisa aveva effettuato un monitoraggio su tutti gli interventi necessari alla viabilità provinciale: per riportare tutte le strade ad un livello di manutenzione ordinaria sarebbero occorsi più di 70 milioni di euro e solo in riferimento alla voce 'pavimentazioni stradali'".
La provincia di Pisa aveva già adottato, nel luglio scorso, una delibera di consiglio con la quale autorizzava, in assenza di bilancio, la realizzazione degli interventi più urgenti su strade e scuole, per eliminare quelle situazioni assolutamente emergenziali che avrebbero potuto provocare effetti negativi sulla pubblica incolumità e sicurezza. "Ma l'impossibilità di fare una benché minima attività di programmazione – riprende Filippeschi - in mancanza di risorse adeguate assegnate alle Province (in più autorizzate da due anni a fare il solo bilancio annuale, senza poter programmare) genera conseguenze già visibili di criticità in termini di sicurezza. Il nostro è un grido di dolore, tanto più forte perché unanime, fatto senza distinzioni d'appartenenza politica. In difesa dei cittadini, dell'istituzione e dei dipendenti provinciali impegnati ed esposti nei settori interessati".
Da qui la minaccia: "Saremo costretti a chiudere o a limitare la mobilità per le strade di cui non possiamo più garantire un livello minimo di sicurezza e manutenzione, dovendocene assumere la responsabilità. Questo anche per lanciare un segnale estremo di allarme e richiamare alla responsabilità governo e parlamento. E' già accaduto in altre province. Coinvolgeremo tutti i sindaci. Chiediamo un incontro ai parlamentari della provincia e sollecitiamo le massime cariche dello Stato a darci risorse per mettere le strade in sicurezza, eliminando i prelievi forzosi sulle risorse delle province e mettendo tutte le provincie in condizione d'essere governate".
L'ordine del giorno approvato dal consiglio, si appella quindi ai parlamentari della provincia e al Prefetto, perché si facciano promotori di un'ulteriore azione di informazione e sensibilizzazione presso gli organi di governo, invitando il presidente della provincia ad assumere tutti quei provvedimenti che, sulla base delle verifiche tecniche, saranno necessari a preservare la sicurezza di tutta la cittadinanza che usufruisce quotidianamente della viabilità provinciale".

 

Ultima modifica il Martedì, 31 Gennaio 2017 21:22

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