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Natale senza corse ai regali, le stime Confcommercio

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shopping natale"La cosa migliore che possiamo augurarci è quella di una accelerazione degli acquisti in questi ultimi giorni". L'auspicio è della presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Federica Grassini, per niente esaltata dagli acquisti sotto Natale, anche se ritenuti in linea con l'anno scorso. Le famiglie pisane spendernno circa 350 euro, per un giro d'affari di 60 milioni di euro. Un Natale, questo, che incide su tasche più vuote: 2mila euro in meno a disposizione, secondo Confcommercio rispetto al 2007 ed è per questo che Pontedera ottiene "una pacca sulla spalla", visto che ha dimezzato il costo dei parcheggi. Giocattoli, alimentari, viaggi, benessere i regali preferiti.

"Siamo in linea con l'anno passato, niente di eccezionale fino ad ora  - spiega Grassini -. Rispetto al Natale 2016 gli esperti ci dicono che il quadro economico è migliorato: dal 2014 ad oggi, il punto più basso della crisi, le famiglie hanno recuperato un +4% di reddito e i consumi hanno ripreso a crescere. Ma all'appello mancano ancora più di 2mila euro a testa rispetto al 2007, una perdita che i cittadini sentono molto forte e che ha inevitabili ricadute in termini di fiducia, aspettative e consumi reali". Le spese natalizie in provincia di Pisa dovrebbero rispettare quanto avvenuto nel 2016: "Il budget a disposizione delle oltre 182mila famiglie della provincia rimane di 340 euro circa, con un giro d'affari complessivo intorno ai 60 milioni di euro per l'intera provincia. Cresce la domanda di generi alimentari, soprattutto quelli artigianali, tipici e di qualità, legati anche alle nuove tendenze di gusti e consumi, benessere e cura della persona (+1,1%), accessori e gioielli (+1,5%), viaggi (+1,2%), mentre si confermano protagonisti nella festa a loro dedicata per eccellenza, gli acquisti di giocattoli e giochi per bambini (+2%). In calo, gli acquisti di computer, articoli sportivi ed elettrodomestici".
Secondo la presidente di Confcommercio Pisa non si diradano le nubi nel settore abbigliamento: "Promozioni scorrette tutto l'anno, deregulation, abusivismo e saldi a ridosso delle festività non aiutano purtroppo il settore moda ad uscire definitivamente dalla crisi. Di positivo c'è il fatto che la stragrande maggioranza dei consumatori si rivolgerà anche quest'anno ai punti vendita tradizionali, forti di un servizio personalizzato, cortesia, prezzi interessanti massima garanzia vendita e posti-vendita su capi e prodotti acquistati".
"Sarà un Natale di tenuta – conferma da parte sua il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli -. Considerando le mille difficoltà costretto a fronteggiare, soprattutto per il commercio tradizionale, alcune scelte prese o meno delle amministrazioni comunali possono fare la differenza. Penso ad esempio a Pontedera, che ha deciso in maniera lungimirante di dimezzare la sosta per tutto il periodo delle feste, una scelta che il comune capoluogo ha purtroppo rinunciato a fare".

 

Ultima modifica il Martedì, 19 Dicembre 2017 17:21

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