Cuoio in Diretta

Dal 2011 a Pisa porto d’armi in una casa ogni sette

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a5105b06-9388-4c31-9486-f8b06948cb26Il dibattito, in qualche modo, lo aveva riaperto la legge sulla legittima difesa. In questi giorni, però, con la sparatoria a Macerata prima e quella a Pisa poi, c'è chi si chiede se sia giusto o meno armare e armarsi. Difficile sapere quante armi ci sono davvero in provincia di Pisa, poiché chi delinque cerca di non farlo con un'arma che porti dritto a sé. Insomma, il tema è tanti temi, difficili da affrontare tutti insieme.

Per richiedere la licenza di porto d'armi servono una serie di documenti, non ultimo il certificato medico. E serve anche non avere precedenti penali. Ottenere il porto d'armi non è una passeggiata e non è neppure troppo economico - qualche centinaia di euro -. Inoltre, nel nostro Paese, le regole sulla detenzione e il trasporto dell'arma sono rigide e severe.
Limitandoci ai numeri, allora, a quelli delle armi detenute in modo legale nelle case della provincia di Pisa. Il porto d'armi viene rilasciato dalla questura direttamente, ai cacciatori o a uso sportivo, quindi il dato che si può ricavare è solo provinciale. Molto difficile ottenere quello per difesa personale, rilasciato solo nel caso in cui ci siano gravi e comprovati motivi. Dal 2011 al 2016, i porto d'armi rilasciati a uso caccia sono 10.997, sono 3.995 quelli rilasciati per il tiro a volo. Nel 2013 e 2014 il numero di porto d'armi rilasciati a cacciatori è stato superiore a 1650. Sono stati 1835 nel 2015, scesi a 1595 nel 2016. Decisamente meno i porto d'armi per il tiro a volo: sono stati 442 nel 2011, superiore a 500 nei tre anni sucessivi, ben 1.109 nel 2015 e 764 nel 2016. Sono, quindi, quasi 15mila i porto d'armi concessi in 6 anni che, in una popolazione come quella della provincia di Pisa, significa un porto d'armi concesso ogni 28 persone. Se la famiglia media è composta da 4 persone, allora ogni 7 case ce n'è una che si è armata tra il 2011 e il 2016. Ad alzare la media sono di certo i territori dove la caccia è più diffusa, come la Valdera, la Valdicecina o il Valdarno. 
Statistica, questa, che nulla ha a che vedere con la realtà, ma che aiuta a capire come le armi in Italia non siano poi così rare. 

 

Ultima modifica il Lunedì, 12 Febbraio 2018 10:40

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