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Incendio di Calci, Rossi difende il volontariato. Pieroni incredulo

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11d6bbf0-d868-46c8-9139-24ee7639298a"Ringrazio la Magistratura, le forze dell'ordine e tutti coloro che collaborano all'inchiesta sul rogo di Calci. E' un lavoro davvero importante che mi auguro consenta di fare piena luce sulle responsabilità di chi ha causato un danno enorme al territorio e alle sue comunità". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commentando le novità emerse nelle indagini sull'incendio che nel settembre scorso ha devastato i boschi e gli oliveti dei Monti pisani (Il presunto piromane non risponde al giudice).

"E se sconcerta il fermo di un volontario - prosegue il Governatore -, voglio ribadire il ruolo fondamentale del Coordinamento Volontariato Toscano e quanto il mondo dei volontariato, uomini e donne che offrono tempo, impegno e passione senza ricavarne alcun beneficio economico, rappresenti una componente fondamentale dell'organizzazione regionale antincendi boschivi, che nel tempo ha acquisito grande professionalità anche attraverso la formazione acquisita presso il Centro regionale di addestramento di Monticiano, nel senese, una struttura unica in Italia, efficiente e direi esemplare". 
"Lascia sbigottiti e increduli - è la posizione del consigliere regionale Andrea Pieroni - la notizia dell'arresto di un calcesano, per di più volontario dell'antincendio boschivo. Sarebbe da sperare che non fosse vero. Ma se l'esito delle indagini e dei procedimenti giudiziari in corso dovessero confermarlo, giustizia dovrà essere fatta e le pene inflitte molto severe. Intanto, un grazie sentito ai Carabinieri ed agli inquirenti per il prezioso lavoro che, anche in questa circostanza, stanno facendo".
"Gli elementi portati alla luce dagli inquirenti – prosegue Rossi – ci mettono a confronto, molto probabilmente, con una realtà del tutto particolare: quella della piromania, un disturbo del controllo degli impulsi in cui una persona non riesce a resistere alla necessità improvvisa e irrefrenabile di avviare deliberatamente fuochi, con l'obiettivo di alleviare proprie tensioni e ansie o per raggiungere una sua gratificazione immediata. Ne ho parlato con il professor Andrea Fagiolini, dell'Università di Siena. I piromani, mi ha chiarito, sono attratti e si fissano spesso su istituzioni come i vigili del fuoco, sono consapevoli dell'antisocialità del loro comportamento, ma non riescono a resistere e cercano dunque di nasconderlo. Questo rende estremamente difficile, se non impossibile, individuarli prima che abbiano compiuto atti illegali. E' un comportamento diverso da quello di chi appicca dolosamente incendi per ricavarne un qualche vantaggio personale (assunzioni, finanziamenti per le attività di rimboschimento, anche fama individuale nelle attività di spegnimento). Tutto questo non esclude il nostro impegno a investire tutte le risorse disponibili per rendere più difficile possibile il verificarsi di questi episodi, a nche attraverso il potenziamento dell'educazione nelle comunità su malattie come la piromania, al fine di aiutare le famiglie a indirizzare coloro che dessero segnali di questa malattia ai servizi sanitari e psicologici più adeguati alle loro cure".
Dal 1983 la Giunta regionale ha attivato accordi con il volontariato per la prevenzione e lo spegnimento degli incendi boschivi. Con il passare degli anni il numero di Associazioni che si sono sensibilizzate al problema degli incendi è notevolmente aumentato. Oltre al rapporto diretto con la Regione Toscana, le Associazioni ne hanno attivati altri con gli Enti locali, tanto da contribuire significativamente alla copertura del territorio regionale. La presenza delle sezioni del volontariato sul territorio regionale è particolarmente concentrata nelle province più antropizzate (Firenze e Pisa soprattutto) ed è comunque significativa anche nelle aree rurali della regione (Siena e Grosseto). La stipula di specifiche convenzioni con le Associazioni ha permesso di regolamentare in modo corretto il rapporto con il volontariato definendo un'assunzione di responsabilità da parte dei presidenti delle Associazioni nell'utilizzo di personale idoneo, l'erogazione di contributi alle Associazioni e non ai singoli soci: nessun volontario riceve quindi compensi per la sua attività, l'articolazione delle sezioni su base comunale.
Le maggiori Associazioni toscane hanno costituito, nel 2002, il Coordinamento del volontariato toscano (Cvt) riunendo tutte le Associazioni sotto un'unica sigla con l'obbiettivo di ottimizzare l'apporto fornito dal volontariato all'attività antincendi boschivi. La convenzione con il Cvt comprende 12 Associazioni (tra cui Anpas, La Racchetta, Vab e Misericordia) strutturate in 144 sezioni, con 4000 soci e 530 mezzi allestiti per l'antincendio boschivo (pick up e autobotti). Attualmente la Regione Toscana ha specifiche convenzioni annuali con il Cvt e con la Croce Rossa Italiana. Quest'ultima comprende 10 sezioni con circa 200 soci e 20 mezzi allestiti per l'antincendio boschivo (pick up e autobotti). L'impegno economico del contributo regionale nel 2018 è pari a 975.000 euro per il Cvt e 70.000 euro per la Croce Rossa.

Ultima modifica il Giovedì, 20 Dicembre 2018 20:30

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