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Aoup, 4 equipe in sala operatoria per salvare una vita

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super equipeIl tumore alla tiroide era così esteso da non poter essere trattato con i farmaci e neppure rimosso con una singola operazione chirurgica. Le equipe dell'Aoup, allora, si sono fatte in 4: l'intervento chirurgico multidisciplinare ad elevata complessità ha coinvolto in sala ben 4 èquipe operatorie, si è concluso con successo e ha consentito, per un tumore avanzato alla tiroide, esteso anche in altri settori anatomici, il superamento della fase critica e la possibilità di cominciare a intraprendere nuovamente le terapie oncologiche necessarie. Ora, dopo una settimana di degenza in rianimazione, la persona operata è in buona salute e appena completamente ristabilita sarà di nuovo affidata alle cure degli endocrinologi oncologici per le ulteriori terapie.

La patologia, nel caso specifico, era infatti talmente diffusa da non poter essere trattata con la sola terapia farmacologica. Era necessario un approccio chirurgico che però richiedeva le competenze di più specialisti. E difatti, nella sala operatoria al Dipartimento cardio toraco vascolare allestita apposta per consentirne l'esecuzione - dotata anche del macchinario Ecmo per la circolazione extra-corporea, a cui è stato necessario ricorrere durante la complessa operazione – hanno preso parte endocrinologi, anestesisti, chirurghi endocrini, un cardiochirurgo, un chirurgo toracico, un chirurgo vascolare, un radiologo interventista oltre a tutto il personale infermieristico e tecnico di sala operatoria. Un lavoro di squadra perfettamente calibrato e preparato con cura dopo un consulto multidisciplinare richiesto dai medici dell'Unità operativa di Endocrinolgia diretta da Paolo Vitti, per l'origine tiroidea della patologia. Alla riunione del gruppo oncologico multidisciplinare hanno partecipato i chirurghi endocrini Gabriele Materazzi e Carlo Ambrosini, il cardiochirurgo Giovanni Scioti, il chirurgo vascolare Mauro Ferrari, il chirurgo toracico Marco Lucchi, gli anestesisti Fabio Guarracino e Daniele Amitrano, il radiologo interventista Roberto Cioni e gli endocrinologi Rossella Elisei, Eleonora Molinaro e Alessandro Prete. "La scelta - spiega l'Azienda - cui sono approdati gli specialisti dell'Aoup è stata per un intervento di asportazione della tiroide congiuntamente alla rimozione del trombo cavale e atriale. Una procedura ad alto rischio, che avrebbe potuto richiedere la ricostruzione delle pareti dei vasi così come il ricorso alla circolazione extracorporea. E' stato quindi necessario spiegare bene il rischio elevato dell'intervento e ottenere il consenso a procedere". 

Ultima modifica il Martedì, 12 Febbraio 2019 13:25

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