Cuoio in Diretta

carabinieri pisa-2Ha provato ad aprire un conto corrente, ma allo sportello ha mostrato dei documenti con un'altra identità, risultati palesemente contraffatti. Così, nella mattina di ieri 10 giugno a Pisa, i carabinieri hanno arrestato per falso, sostituzione di persona e tentata truffa una donna di 29 anni.

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IMG-20180629-WA0007A Pontedera la centrale del falso. La Guardia di finanza di Pisa ha scoperto, vicinissimo al centro, in una tranquilla zona residenziale, tre cittadini di origine senegalese che avevano organizzato un polo produttivo di borse, cinture ed altri accessori. Grazie ad uno speciale macchinario, ai punzoni e ad una quasi illimitata disponibilità di carta specifica erano in grado, su richiesta, di imprimere sui prodotti i marchi falsi destinati ai venditori abusivi, anche in Versilia.

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Truffa, sostituzione di persona, atto falso e possesso di documenti falsi validi per l'espatrio. Sono le accuse che i carabinieri di pisa hanno rivolto a un 60enne napoletano che, secondo le indagini, negli ultimi 3 anni, è riuscito a ottenere 116mila euro di finanziamenti erogati da diverse società finanziarie e ottenuti esibendo documenti falsi con generalità di persone vere ma ignare.

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carabinieri pisa-2I carabinieri di Pisa si sono appostati davanti al negozio gestito da cinesi, non lontano da un'auto sospetta segnalata dai residenti.

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carabinieri autoUn camionista di 65 anni di Castelfranco si è rivolto ai carabinieri della locale stazione per sporgere denuncia.

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Condanna a due anni (pena sospesa) per Tiziana Picchi. L'attuale segretario comunale di Pontedera, all'epoca dei fatti delle ex officine della Latta, svolgeva la stessa mansione a Lucca. Medesima condanna per l'allora assessore di Lucca Marco Chiari: il collegio giudicante li ha ritenuti colpevoli, stamane, del reato di falso.
La vicenda è quella del complesso lungo viale Giusti, a Lucca. La giunta dell'allora amministrazione Favilla, era il 2011, decise di rinunciare al diritto di usufrutto del parcheggio nell'ex Safill, ottenuto in base alla convenzione siglata con la proprietà nel 2004.
Proprio con quella delibera, quindi, la giunta decise di rinunciare al diritto e vendere i posti auto a un prezzo che la Procura ha ritenuto essere di favore. Una delibera, quella della giunta, secondo il Pm caldamente sostenuta da Chiari, che nello stabile avrebbe messo il suo studio con un affitto di favore. Non secondo il collegio giudicante, invece, che ha fatto cadere tale accusa. La condanna deriva, invece, dal fatto che Chiari ha affermato di non essere stato presente a quella votazione di giunta e assente risulta nel verbale di seduta redatto da Picchi. Ma la versione non ha evidentemente convinto i giudici, che li hanno ritenuti responsabili di aver commesso un falso in atto pubblico.
Decaduto il reato di corruzione, sono quindi stati assolti dal collegio tutti gli altri imputati: Umberto Pera, Alberto Baraldi, Massimiliano Volpi, Fabio Giorgetti e la Safill a titolo societario.

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