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S.Romano e Capanne, 'La Domenica' sulla prostituzione

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WhatsApp Image 2016-10-07 at 15.57.28Anche la Diocesi di San Miniato, attraverso il proprio settimanale, "La Domenica", dedica un'analisi sul problema della prostituzione segnalato a San Romano e a Capanne, intervistando il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi e la presidente della cooperativa "La Pietra d'Angolo" Michela De Vita. Quest'ultima, in particolare, esclude il coinvolgimento delle donne ospitate nei centri di accoglienza del Comune, ammettendo però un aumento del disagio sociale percepito attraverso i centri di ascolto. Di seguito il testo integrale dell'articolo de "La Domenica". Buona lettura.

Esiste un lato oscuro in questa porzione di territorio così ricco di bellezze artistiche, paesaggistiche ed economiche. Una parte, sicuramente piccola e marginale, ma che desta una crescente preoccupazione. Si sono diffuse in questi giorni voci sempre più insistenti che denunciano sacche di degrado in alcune frazioni dei centri del Valdarno inferiore. Tra le situazioni più delicate salite alla ribalta delle cronache c'è il problema di San Romano di Montopoli, dove, nel quartiere stazione si sarebbero verificati una serie di episodi - veri o presunti - che denotano uno stato di profondo degrado dello scalo ferroviario e dei suoi dintorni. Furti, prostituzione, sporcizia starebbero soffocando quello che una volta era uno dei punti di riferimento per i pendolari del comprensorio.
Il sindaco di Montopoli, Giovanni Capecchi, getta acqua sul fuoco: "Dagli approfondimenti che ho potuto fare, in particolare con il confronto con le forze dell'ordine, è emerso che non ci sono al momento elementi che possano far parlare di un giro di prostituzione presso la stazione di San Romano. Anche per quel che riguarda la questione micro-criminalità si tratta di episodi isolati e attribuibili a giovanissimi già seguiti dai servizi sociali monitorati dalle forze dell'ordine. Credo che molte delle questioni che portano le persone a parlare di degrado si riferiscano più alla percezione del problema che al problema stesso». Infatti il sindaco ci spiega che il quartiere della stazione è da anni al centro delle polemiche per la presenza di molti immigrati e questo può aver provocato una lettura distorta e strumentale dei fatti. Per fare il punto su questa situazione - ha concluso Capecchi - «ho chiesto un tavolo tecnico di coordinamento con la prefettura, i servizi sociali e la questura di Pisa".
Parole rassicuranti arrivano anche dalla presidente della Cooperativa "La Pietra d'Angolo", Michela De Vita, che da anni lavora a fianco della Caritas nell'accoglienza dei migranti e nell'aiuto ai poveri. Parlando delle giovani donne ospitate dai centri d'accoglienza del Comune di Montopoli, De Vita puntualizza: "Le nostre ragazze non risultano coinvolte in episodi di prostituzione. Il problema però esiste, soprattutto perché molte di loro erano già oggetto della "tratta" nei loro Paesi, per cui il percorso di recupero ed accoglienza per loro è molto lungo e lo stiamo seguendo con attenzione. Le notizie che arrivano da Capanne - ha proseguito la De Vita - confermano che la situazione del centro e delle ospiti procede con la massima serenità". La presidente della Pietra d'Angolo ha però osservato che dai centri d'ascolto sta emergendo un cambiamento e un aumento del disagio sociale, che diventa "degrado del bello": "Le crescenti difficoltà economiche si traducono in un'incapacità di far fronte agli impegni quotidiani, dalla manutenzione delle case, alla pulizia degli ambienti, alla scarsa conoscenza delle reti di solidarietà". Questo può provocare difficoltà a livello più profondo, nell'educazione dei figli, nella ricerca dei mezzi di sostentamento e quindi nel rischio di cadere nella micro-criminalità.
Va detto comunque che San Romano, come altri quartieri "stazione" di località vicine, soffre di un progressivo declino che va avanti da anni. Come suggeriscono anche altre esperienze a livello internazionale, senza un intervento di recupero urbano e sociale le zone stazione finiscono per diventare ricettacolo del disagio - latente o manifesto - di un territorio.

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