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L’abbraccio di Montopoli a Carlotta, tifo in sala consiliare

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944eda83-79d7-4f3e-8288-ac6df4806723Il primo ingresso di Carlotta arriva a cavallo del 20esimo punto azzurro, in un momento decisivo del primo set. La "ragazza terribile", come la chiamano i telecronisti Rai, si fa subito trovare pronta e concentrata, alzando alla perfezione per l'attacco dell'implacabile Egonu. È il momento che fa esplodere di gioia la sala consiliare di Montopoli, di fronte al proiettore montato ieri (sabato 20 ottobre) sui banchi della giunta per seguire la finalissima del mondiale giapponese di volley (leggi qui). Mondiale che vedeva impegnata la palleggiatrice Carlotta Cambi, 22 anni, nata e cresciuta nel quartiere di via Napraia, a pochi passi dal centro storico montopolese.

In prima fila c'era la mamma Maria Grazia, ex giocatrice di C2 e adesso allenatrice della Pallavolo Montopoli, affiancata dal figlio Matteo, anche lui ex pallavolista con un anno di carriera in B2. Per il padre Leopoldo, invece, altro appassionato di volley, non c'è stato niente da fare: "È scaramantico – racconta la moglie -. Si è chiuso in salotto per soffrire da solo sul divano. Sente troppo la partita e non sarebbe mai venuto a vederla qui con noi". Per decine di montopolesi, invece, quella di ieri è stata l'occasione per ritrovarsi, tutti insieme, a tifare Italia e a sostenere Carlotta, rivedendo nei suoi occhi la bambina cresciuta con il pallino della pallavolo. "Quando aveva 5 anni passava il tempo a schiacciare la palla sul muro di casa" racconta la vicina. Una passione trasmessa ovviamente dalla famiglia. "Io ho continuato a giocare fin quasi a 40 anni – racconta la mamma prima della partita -. Poi abbiamo iniziato a portarla con noi nelle prime trasferte del fratello. Così, a forza di vederci andare tutti in palestra ha voluto fare altrettanto. Quando ha iniziato aveva solo 3 anni e mezzo".
Diciannove anni dopo Carlotta è scesa in campo in una finale mondiale, raggiungendo un podio che per l'Italia mancava dal 2002. Alla fine, la sconfitta al tie break con la Serbia ha ovviamente lasciato l'amaro in bocca, ma non ha tolto la soddisfazione dagli occhi dei familiari e dei montopolesi arrivati per seguire la finale. In testa c'erano il sindaco Giovanni Capecchi con gli assessori Fiorentini, Scali e Marzini, insieme alla presidente della Pro Loco Serena Nazzi che per prima ha proposto di seguire la partita tutti insieme. Applausi e incitazioni hanno accolto ogni punto azzurro, salendo d'intensità ogni volta che il ct Daniele Mazzanti chiamava all'appello la palleggiatrice di Montopoli. A fine partita, un lungo applauso ha accompagnato le immagini delle azzurre in lacrime. "Dobbiamo essere onesti – dice il fratello Matteo -: la Serbia ha dimostrato di avere qualcosa in più, ma le nostre ragazze hanno dato comunque tutto quello che avevano. Sono una nazionale giovane: guardando in prospettiva sono un gruppo solidissimo. È un argento che vale oro. Carlotta ha dimostrato di essere una davvero una campionessa, anche caratterialmente".
La sala consiliare di Montopoli, però, non è stato l'unico punto di ritrovo per seguire l'avventura mondiale di Carlotta. Anche le ragazze dell'Asd Pallavolo Montopoli, la squadra dove la palleggiatrice azzurra ha mosso i primi passi, si erano date appuntamento nei locali del circolo Torre Giulia di San Romano.

Giacomo Pelfer

Ultima modifica il Domenica, 21 Ottobre 2018 10:56

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