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Pronto soccorso Empoli, boom di accessi nel 2018

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prontosoccorsoDati in crescita per gli accessi alle strutture del pronto soccorso di Empoli. Un dato generalizzato che riguarda l'intera Asl Toscana Centro. 
I numeri al pronto soccorso San Giuseppe di Empoli, diretto da Simone Vanni, crescono più che altrove. La struttura nel 2018 ha trattato quasi 69mila pazienti, con un aumento assoluto di oltre 3mila pazienti nei confronti del 2017 (+5%). Tenuto conto di un bacino di utenza di circa 250mila persone, si può dire che un cittadino ogni tre-quattro si è rivolto in regime di pronto soccorso all'ospedale San Giuseppe nel 2018. Di questi il 18 per cento in regime di emergenza/urgenza (codici rossi e gialli) il restante come urgenza differibile (55 per cento) e non urgenza (27 per cento), percentuali sostanzialmente sovrapponibili al 2017.

Di tutti i pazienti valutati in pronto soccorso, 3200 pazienti (il 5 per cento, con un aumento di 400 pazienti rispetto al 2017) sono stati trattenuti e trattati nel reparto di osservazione breve e un totale di 9900 (14 per ento) hanno necessitato, invece, di un ricovero ospedaliero.
Il pronto soccorso di Empoli insieme a quello di Prato è stato tra i primi nel 2018 a sperimentare la nuova organizzazione voluta dalla delibera regionale 806 che ha introdotto i numeri al posto dei colori. Interessante il raffronto tra gli accessi per codice colore nel 2018 e quelli per codice numero nel solo mese di dicembre 2018: in quest'ultimo mese la percentuale dei cosiddetti codici della non urgenza, è salita fino al 35,3 per cento per il codice 4, al 12,1 per cento per il codice 5 a fronte del 21,3% del colore bianco e del 6 per centodel colore azzurro durante gli altri mesi. Le percentuali così alte con cui nel dicembre 2018 sono stati codificati come urgenza minore o non urgenza un numero superiore di pazienti (a fronte di un abbassamento di quelle nei percorsi ad alta intensità con codice 1, 2 e 3), sono probabilmente legate proprio al nuovo sistema di triage che attivato al San Giuseppe dal 4 dicembre scorso, ha comportato flussi interni diversi rispetto al passato, con l'obiettivo di ridurre il tempo di attesa ai codici in urgenza e con la conseguente diminuzione registrata al San Giuseppe dei codici prima individuati come gialli (16,5 per cento) e da dicembre 2018 diventati codice 2 (9,8 per cento). Da dicembre inoltre sono stati valutati oltre 23mila pazienti con un aumento di oltre mille pazienti rispetto allo stesso periodo invernale del 2017-2018, visto il picco influenzale differito rispetto all'anno precedente.
Per quanto riguarda le patologie tempo dipendenti, il cui trattamento in acuto (minuti-ore) è proprio del pronto soccorso, sono stati gestiti oltre 400 pazienti con ictus cerebrale di cui 45 sottoposti a trombolisi sistemica in pronto soccorso, oltre 200 pazienti con infarto miocardico acuto, 170 pazienti con politraumatismo maggiore, 96 pazienti con sepsi grave, 36 arresti cardiaci.
"I dati mostrano il continuo incremento del ricorso dei cittadini alle strutture di pronto soccorso, ormai in atto da molti anni – sottolinea Simone Magazzini, direttore dipartimento emergenza-urgenza dell'azienda - Il passaggio dai codici colore ai codici numerici e la modifica dei protocolli di triage ha permesso di precisare meglio la reale entità delle problematiche più gravi, che costituiscono la netta minoranza degli accessi. Il sistema di emergenza si sta riorganizzando per garantire comunque percorsi adeguati anche per le problematiche minori ora riconducibili ai codici numerici 4 e 5".
Diversa l'interpretazione della politica. Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Maurizio Marchetti, infatti, parla di strutture sotto pressione. "Delle due l'una - dice -  o si assumono più operatori sanitari nei pronto soccorso, o se ne assumono per tessere a modo la rete di assistenza e cura territoriale che evidentemente manca, altrimenti non si spiegherebbe un simile incremento numerico di accessi nei dipartimenti d'emergenza urgenza negli ospedali della Asl Toscana Centro soprattutto per quanto concerne le patologie a bassa complessità".
"Un dato è evidente, ed è che medici, infermieri e operatori sanitari dell'emergenza nei pronto soccorso della Asl Centro sono sottoposti a carichi di lavoro crescenti – considera il capogruppo di Forza Italia – ed elevati. A questa tendenza, che la letteratura di settore ci conferma essere appannaggio anche di altre regioni italiane, in Toscana non corrisponde però un adeguato rinfoltimento degli organici, così che al momento un grande contributo a fronteggiare la quantità di accessi in pronto soccorso descritta dalla Asl medesima lo dà l'abnegazione dei professionisti".
"I numeri crescenti vengono declinati quasi come un successo – conclude Marchetti – e invece una tale portata di afflusso soprattutto per pazienti non gravi attesta il fallimento delle politiche sanitarie Rossi-Saccardi che hanno colpevolmente lasciato indietro i punti di riferimento per la salute sul territorio, mentre si ripetono episodi di attese bibliche su barelle nei corridoi dei pronto soccorso anche per pazienti fragili come gli anziani. Non è colpa certo dei sanitari, ma di un modello organizzativo che li riduce di numero mentre li stressa con carichi di lavoro sempre maggiori. Bisogna rimediare, e certo la demedicalizzazione crescente e più o meno strisciante del sistema di 118 è la ricetta sbagliata. Le persone che accusano un sintomo, in questo modo, vedono nel pronto soccorso la sola risposta possibile al loro bisogno di cura".

 

«Delle due l’una: o si assumono più operatori sanitari nei pronto soccorso, o se ne assumono per tessere a modo la rete di assistenza e cura territoriale che evidentemente manca, altrimenti non si spiegherebbe un simile incremento numerico di accessi nei dipartimenti d’emergenza urgenza negli ospedali della Asl Toscana Centro soprattutto per quanto concerne le patologie a bassa complessità»: ad analizzare i dati diffusi dalla Asl d’area vasta Centro coincidente con i territori di Firenze – escluso Careggi che fa Azienda a sé – ed Empoli, e poi Prato e Pistoia è il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti.

«Un dato è evidente, ed è che medici, infermieri e operatori sanitari dell’emergenza nei pronto soccorso della Asl Centro sono sottoposti a carichi di lavoro crescenti – considera il Capogruppo di Forza Italia – ed elevati. A questa tendenza, che la letteratura di settore ci conferma essere appannaggio anche di altre regioni italiane, in Toscana non corrisponde però un adeguato rinfoltimento degli organici, così che al momento un grande contributo a fronteggiare la quantità di accessi in pronto soccorso descritta dalla Asl medesima lo dà l’abnegazione dei professionisti».

«I numeri crescenti vengono declinati quasi come un successo – conclude Marchetti – e invece una tale portata di afflusso soprattutto per pazienti non gravi attesta il fallimento delle politiche sanitarie Rossi-Saccardi che hanno colpevolmente lasciato indietro i punti di riferimento per la salute sul territorio, mentre si ripetono episodi di attese bibliche su barelle nei corridoi dei pronto soccorso anche per pazienti fragili come gli anziani. Non è colpa certo dei sanitari, ma di un modello organizzativo che li riduce di numero mentre li stressa con carichi di lavoro sempre maggiori. Bisogna rimediare, e certo la demedicalizzazione crescente e più o meno strisciante del sistema di 118 è la ricetta sbagliata. Le persone che accusano un sintomo, in questo modo, vedono nel pronto soccorso la sola risposta possibile al loro bisogno di cura».

Ultima modifica il Lunedì, 15 Aprile 2019 17:34

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