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Centro commerciale, Gabbanini non convince gli esercenti

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Incontro CcnI commercianti del comune di San Miniato dopo la riunione in cui hanno incontrato il sindaco per parlare della possibile realizzazione di un centro commerciale Coop a San Miniato basso non si sentono del tutto tranquillizzati dalle parole del primo cittadino.

Dall'incontro di ieri sera, (13 aprile), alla Casa Culturale è emerso che il piano di sviluppo previsto per il nuovo polo commerciale a San Miniato Basso è congelato, ma questa rassicurazione a tempo determinato non riduce i timori degli esercenti. Il confronto ha visto una grande partecipazione con circa 70 commercianti del comune di San Miniato e i presidenti dei Centri commerciali naturali di San miniato Basso, Ponte a Egola e San Miniato. Il sindaco infatti ha fatto sapere di aver temporaneamente cancellato, in accordo con la Regione, la previsione dell'area di espansione commerciale da 20mila metri quadri (già dimezzata rispetto ai 40mila del regolamento urbanistico vigente) all'interno della quale avrebbe trovato posto anche un nuovo punto vendita di Unicoop Firenze (come anticipato ieri dalla nostra redazione: Centro commerciale Coop, Gabbanini: "Nessuna richiesta al Comune").
Alla fine della riunione però le posizioni dell'amministrazione comunale e dei commercianti del territorio sono rimaste distanti come spiega il presidente dell'associazione dei Centri commerciali naturali del Valdarno, Domenico Ragone: "In tutte le riunioni fatte in questi anni abbiamo sempre ribadito il nostro no a nuove strutture di media e grande distribuzione consapevoli degli effetti devastanti che queste hanno prodotto anche in Comuni a noi vicini. Per questo abbiamo chiesto alla giunta che la nuova area di sviluppo commerciale sia limitata alle sole attività di vicinato, come suggerito del resto dalle stesse linee guida della Regione. Nel nostro comune passa anche la via Francigena e sappiamo come le piccole attività siano più adatte ad accogliere i pellegrini rispetto a un freddo centro commerciale. La paura degli esercenti è che un nuovo e più grande punto vendita alimentare finisca per aprire le porte a una serie di strutture di media distribuzione, in uno spazio che potrà ospitare fino a 20mila metri quadri di nuove costruzioni". Molti gli esercenti che hanno sottolineato gli effetti irreversibili che operazioni analoghe hanno prodotto sul tessuto economico del commercio di vicinato, specie nei centri storici. "Per quanto ci riguarda -continua Ragone - continueremo a studiare la situazione con attenzione, riservandoci la possibilità di ulteriori momenti di confronto".
Durante la riunione Gabbanini ha ribadito "Al momento non abbiamo ricevuto nessuna richiesta, ma se arrivasse un progetto importante lo prenderemo in esame: se avrà tutte le carte in regola e otterrà il parere favore della Regione l'amministrazione non potrà opporsi. C'era stato un interessamento che non si è concretizzato perché noi abbiamo tolto la previsione. Il primo cittadino in fine ha aggiunto: "Non sorgerà mai un grande centro commerciale con una galleria di negozi: niente di simile, per intenderci, a quanto realizzato a Empoli". L'ipotesi più concreta per i prossimi anni, in pratica, resterebbe quella di un allargamento del punto vendita alimentare di Coop. "Una necessità che si avverte da tempo" hanno ricordato il sindaco e l'assessore Gozzini, anche per limitare la cosiddetta "evasione commerciale" verso altre località."

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 14 Aprile 2015 16:33

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