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S.Miniato: lupi e ungulati, il comune replica ai cacciatori

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“Apprendiamo con stupore la richiesta di intervento in merito alla presenza di lupi e ungulati vicino alle case e l’accusa di ‘scarsa sensibilità’ verso un problema che riguarda l’attività degli agricoltori e la sicurezza dei cittadini, che mi è stata mossa da Federcaccia e Arcicaccia di San Miniato. L’amministrazione comunale di San Miniato è decisa a fare chiarezza su quanto è stato dichiarato sulla stampa”. Queste le parole con le quali il sindaco Vittorio Gabbanini replica a Federcaccia ed Arcicaccia, che neppure 24 ore fa avevano lanciato un allarme rivolto al comune per la massiccia presenza di lupi e ungulati nei nostri territori. (leggi: Lupi e cinghiali vicino alle case, allarme dei cacciatori).

“Gli esponenti delle associazioni venatorie locali, infatti, forse anche meglio del sindaco sono a conoscenza del fatto che nessun potere è riconosciuto ai comuni in materia di gestione e contenimento della fauna selvatica. Non abbiamo alcuna possibilità di intervento in tal senso, tuttavia, nonostante la limitatezza delle competenze che spettano al nostro ente, il comune di San Miniato, come riconosciuto più volte in varie occasioni pubbliche e anche a mezzo stampa dalle associazioni venatorie stesse, si è distinto negli ultimi anni per una particolare attenzione e vicinanza alle problematiche sollevate dalle associazioni venatorie del territorio. Il 3 marzo scorso, nel tentativo di trovare le migliori soluzioni applicative possibili alla cosiddetta ‘legge Remaschi’, erano presenti a San Miniato per un positivo confronto, i massimi livelli dirigenziali della Regione Toscana del settore venatorio e i rappresentanti delle associazioni accompagnati dal presidente dell’ATC di riferimento. A questo punto, allo scopo di confermare l’impegno dell’amministrazione comunale nei confronti delle questioni sollevate dal mondo venatorio, impegno, lo ribadiamo, per il quale senza timore di smentita ci siamo distinti in questi anni, sarà premura nostra sollecitare tutti gli organi competenti, a cominciare dalla Regione Toscana, affinché le questioni sollevate dalle associazioni venatorie possano raggiungere una risoluzione”.

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