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Barni: "La Francigena patrimonio Unesco"

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francigena gabbanini al convegnoIl presidente della Regione Enrico Rossi non si è presentato e a San Miniato e al convegno sulla via Francigena ha preferito dare la precedenza alla visita del presidente Sergio Mattarella recandosi a Lucca. Il convegno La Francigena e i cammini però si è svolto ugualmente e la Regione è stata rappresentata dal vicepresidente Monica Barni e dall'assessore al turismo Stefano Ciuoffo, in platea c'era anche il consigliere regionale Andrea Pieroni. Nell'auditorium Carismi infatti si è parlato del futuro della Francigena e del suo indotto con rappresentati istituzionali, amministratori e operatori arrivati da tutto il mondo che ruota intorno all'indotto che nel corso degli anni si è venuto a creare sull'antica strada dei pellegrinaggi, in Toscana San Miniato rappresenta una delle tappe più importanti.

L'evento organizzato dalla regione Toscana, da Toscana Promozione e dal comune di San Miniato è stato l'occasione per fare il punto sullo sviluppo della Francigena come prodotto turistico sostenibile e l'importanza degli itinerari culturali e religiosi come risorse e opportunità per un ulteriore sviluppo in senso sostenibile del turismo in Toscana, quindi senza stravolgere identità e comunità locali
A fare gli onori di casa il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e l'assessore al turismo Giacomo Gozzini. "E’ una cosa molto interessante - ha detto il sidanco Gabbanini intervenendo durante la mattinata - l’amministrazione è felicissima di ospitare  questa iniziativa. Questa è un’opportunità non solo per la Regione, ma anche per il nostro territorio. C’è ancora tante cose da fare per cogliere tutte le potenzialità della via Francigena. Noi siamo a pieno titolo lungo la strada dei pellegrinaggi e ci siamo sempre stati. San Miniato è un’opportunità in cui crediamo e in cui abbiamo anche investito con il nostro ostello, vediamo che i pellegrini arrivano e speriamo che arrivino sempre più numerosi".
A trarre le conclusioni della prima mattinata del convegno che si protrarrà anche sabato, invece è stato l'assessore regionale Ciuoffo che ha spiegato: "Pensavamo di essere a un punto di arrivo, ma invece questa mattina ci siamo resi conto che il cammino da fare è ancora molto, questo convegno quindi è un punto di partenza da cui incominciare un cammino, visto i risultati e l'interesse che si sta muovendo dietro al mondo della Francigena e dei pellegrinaggi. Abbiamo visto arrivare pellegrini da tutta Europa. Il nord Europa ci ha scoperto abbiamo tantissimi pellegrini dal mondo scandinavo e tedesco con un movimento di persone che arrivano sui territori importante in termini di numeri. Noi abbiamo visto sulla base anche dei dati Istat che tra i pellegrini c'è tutta la gamma di turisti, da chi arriva e va in strutture ricettive dai costi contenuti, fino a chi cerca il quattro stelle, in realtà quindi il pellegrinaggio rappresenta una risorsa per territori toscani, dove si può andare verso un'economia integrata in grado i sviluppare piccole strutture ricettive che fanno reddito anche attraverso i pellegrini, penso ai B&B, all'albergo diffuso, alle strutture ricettive più piccole come gli agriturismo. Quindi le cose da fare per sviluppare tutte le potenzialità della Francigena senza snaturare i luoghi, preservando l'identità del territorio e della toscana, sono ancora molte. Noi come Regione stiamo cercando di veicolare fondi per lo sviluppo di questo settore e delle sue strutture anche attraverso Unione europea".
Significativi anche gli altri interventi. La vicepresidente Monica Barni, annunciando la firma attesa per domani del protocollo per la candidatura a Patrimonio Unesco ha spiegato che questa "nasce da un lavoro condiviso e portato avanti in questi anni da Regioni ed enti locali. Un riconoscimento della centralità e dei i valori della Francigena, della loro importanza per i territori attraversati. Mettere insieme sette Regioni che intendono cultura e turismo in modo diverso e che diversamente hanno deciso di valorizzare e promuovere il proprio patrimonio, non è stato un compito facile".
"Una modalità di lavoro - ha proseguito Barni - diversa che consentirà di pensare alla crescita di questo tracciato in termini di sviluppo sociale, culturale ed economico. Un lavoro complesso e duraturo che ci aiuterà a costruire una rete ed un sistema di valorizzazione e promozione di un patrimonio dal valore inestimabile".
"Adesso – ha detto Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione Turistica - inizia una seconda fase quella in cui dobbiamo lavorare per far uscire la Francigena da quello che adesso è un segmento di nicchia, rispetto a quelli che sono i grandi temi dell'offerta turistica e culturale della Toscana. E' fondamentale cercare di ampliare le tipologie di esperienza che si possono fare sulla Francigena e nei territori circostanti ed è su questo che investiremo nei prossimi anni".
"Questa due giorni – ha spiegato il consigliere regionale Francesco Gazzetti - ci permette di lanciare altre proposte per la valorizzazione della Francigena, come ad esempio un protocollo dedicato al mondo delle associazioni che vi lavorano. Anzitutto per avere una fotografia esatta di ciò che esiste, capire quali sono le forze a disposizione. Poi di creare un luogo per far sapere tutto ciò che accade e che è organizzato dall'associazionismo lungo il percorso, elemento fondamentale per far conoscere l'impegno del terzo settore e del volontariato in campo sociale o educativo. Ma anche per coordinare tutti gli aspetti, altrettanto fondamentali, legati alla manutenzione o all'accessibilità nella sua accezione più ampia".
I numeri della Francigena
Enrico Conti, ricercatore Irpet, ha illustrato alcuni dati interessanti riguardo alla fruizione turistica della Francigena. Per farlo ha cercato di rendere attendibile la ricerca restringendo il campo di stima ai 28 Comuni minori del tracciato, escludendo perciò quelli legati al turismo di massa (Siena, Lucca, San Gimignano, Montaiona) e quelli legati al turismo balneare. Ad esempio, lungo la Francigena esiste la più elevata percentuale di territorio protetto da vincolo ambientale, il 26%, più del mare (21%) e della montagna (14,5%). Nel periodo 2000-2015 la Francigena è risultata una delle aree a maggior espansione turistica in termini di presenze, +42% (+22% nel periodo 2007-2015).
Forte la crescita nel periodo 2009-2015 dei flussi provenienti dall'Europa occidentale e orientale e paesi extraeuropei. La ricettività è principalmente costituita da agriturismi (26%) e strutture extralberghiere (33%) ma buona anche l'accoglienza di lusso (14%) in grado di intercettare i segmenti più ricchi.
Sempre in tema, da evidenziare la variazione dei posti letto nel periodo 2000-2015: +72%, contro una media regionale del +39%. Nel periodo 2009-2015 le presenze nei 28 Comuni sono passate da 1,9 a 2,3 mln e la stima relativa al 2015 dei pernottamenti è di 700 mila unità a meno di un km dal tracciato mentre, sempre nel periodo 2009-2015, sono 211 mila le presenze attribuibili alla Francigena ed il pil generato in Toscana è stato di 21,1 mln di euro. Infine, riguardo allo scenario evolutivo, viene stimata una crescita potenziale al 2022 dal 1 a 1,7 mln di presenze. (g.m.)

 

Ultima modifica il Venerdì, 03 Marzo 2017 21:57

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