Shalom contro l’atomico porta 250 persone a San Miniato

“Nonostante il meteo che è stato impietoso, la 43esima Festa della mondialità che si è tenuta l’8 dicembre a San Miniato al palazzo Grifoni, ha registrato una notevole affluenza di persone. Oltre 250 partecipanti hanno affollato l’auditorium di palazzo Grifoni” è Luca Gemignani, direttore del movimento Shalom, a raccontare la festa della mondialità per fermare l’orrore atomico svoltasi ieri venerdì 8 dicembre. Presente il vescovo di San Miniato monsignor Andrea Migliavacca.

La giornata è iniziata alle 10,30 con l’apertura della mostra dei disegni, Peace painter, realizzata dai ragazzi delle scuole elementari sul tema della giornata. A seguire il pranzo sociale e dalle 15 la conferenza. Si sono alternati interventi davvero interessanti che hanno catturato l’attenzione della sala rimasta sempre strapiena per 3 ore e mezzo. “Abbiamo parlato di Cyber Bullismo con il pedagogista Luigi Maugeri – ha spiega Luca Gemignani -, della situazione della povertà nelle nostre zone con il direttore della Caritas Romano Maltinti, di disabilità e diritti negati con Massimo Toschi , di violenza e sport con Moreno Roggi, di violenza sulle donne con la presidente dell’associazione Frida Elisa Forfori. Don Andrea Cristiani ha moderato l’incontro con abilità sapendo conciliare tematiche così differenti ma capaci di smuovere le coscienze”.
“Dove sono le piazze – ha dichiarato il fondatore di Shalom – piene di giovani e le manifestazioni per dire no al riarmo nucleare, per denunciare i diritti quotidianamente calpestati dei poveri. A fine anni ’60 si facevano le barricate… oggi siamo tutti addormentati. E’ necessario risvegliare questa coscienza civica, mobilitarsi, impegnarsi e scendere di nuovo in strada”.
Iask, giovane senegalese, insieme a Chiara Boddi, giovane volontaria Shalom, hanno dato una bella testimonianza sull’Africa e sul problema del crescente razzismo dilagante. Infine Luigi Ciatti ha dato una testimonianza coinvolgente sulla morte del figlio Niccolò e di come anche da un dolore così atroce si possa educare i giovani al rispetto e alla responsabilità condannando ogni violenza.
La serata è proseguita con le premiazioni dei ragazzi delle scuole elementari che hanno partecipato al concorso di disegno e dei ragazzi delle scuole medie e superiori che hanno partecipato al concorso peace writer realizzando 90 elaborati sul tema della giornata, che sono stati raccolti in una pubblicazione. Un momento di preghiera interreligiosa, alla presenza del vescovo Andrea Migliavacca e di una guida spirituale islamica, per Gerusalemme e per il disarmo atomico hanno preceduto l’ultimo intervento di Paolo Vallesi che ha voluto essere presente per dire Stop alla disumanità e no alle armi ato miche introducendo il video e la canzone “Pace”, cantata da lui stesso e Amara.

 

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