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Morto a Roma a 88 anni il regista sanminiatese Vittorio Taviani

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vittoriotavianiLutto nel mondo del cinema. E' morto questa mattina a Roma, dove era malato da tempo, il grande regista nativo di San Miniato, Vittorio Taviani, 88 anni, che con il fratello Paolo ha firmato capolavori della storia del cinema italiano da Padre Padrone (Palma d'oro a Cannes nel 1977) a La Notte di San Lorenzo a Caos fino a Cesare deve morire (Orso d'oro a Berlino).
Ad annunciarlo all'agenzia Ansa questa mattina è stata una delle figlie, Giovanna. Per volontà della famiglia non ci saranno camera ardente né funerali ma il corpo del regista verrà cremato in forma strettamente privata.

tavianionorariVittorio Taviani, sempre con il fratello Paolo, era stato insignito della cittadinanza onoraria di San Miniato il 25 giugno del 2015 in una cerimonia alla presenza del sindaco Vittorio Gabbanini e delle autorità (Leggi qui).
I due fratelli registi e sceneggiatori di San Miniato hanno mosso i primi passi al Cineclub di Pisa per proseguire una prolifica carrier fino all'ultimo film realizzato a quattro mani solo lo scorso anno, il drammatico Una questione privata dal romanzo di Fenoglio, girato proprio nella zona di San Miniato.
In carriera innumerevoli i premi ricevuti. Fra gli altri sette David di Donatello, una Palma d''oro, l'Orso d'oro e anche un Leone d'oro, questo alla carriera. Tra i loro film più noti Allonsanfan, Padre
padrone, La notte di San Lorenzo, Kaos.

Il ricordo del sindaco Vittorio Gabbanini
Roma Taviani4"Questa notizia ci rende orfani - commenta il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini - Vittorio, con il fratello Paolo, ha scritto la storia del cinema italiano e ha portato nel mondo la nostra città e la sua storia. Nel 2015, per sottolineare il profondo legame che la nostra comunità ha sempre avuto con loro, nonostante da parecchi anni si fossero trasferiti nella capitale, gli abbiamo conferito la cittadinanza onoraria, e ho ancora negli occhi il ricordo di una sala del Consiglio gremita di amici, parenti, conoscenti o semplici cittadini che hanno voluto rendere loro l'omaggio che meritano. E ho ancora nella mente il lungo e commosso abbraccio tra Vittorio e Giuseppina Lotti, la moglie di Dilvo che con i Taviani aveva un rapporto di stretta amicizia".
E proprio a dimostrazione del grande legame con la città d'origine, nel 2017 l'amministrazione comunale ha voluto dedicare le cartelle istituzionali utilizzate come doni di rappresentanza, al lavoro dei fratelli Taviani. "Abbiamo chiesto a quattro pittori sanminiatesi Giogrio Giolli, Luca Macchi, Sauro Mori e Gianfranco Giannoni di raccontarci con la loro arte la lunga carriera di questi straordinari registi - spiega ancora il sindaco - Quando mi hanno mostrato i dipinti sono rimasto senza parole e così sono nate le cartelle che poi ho voluto consegnare personalmente ai Taviani, andando a Roma, nella loro casa, e ricevendo un'accoglienza molto calorosa che porterò sempre nei miei ricordi". "Mi stringo - conclude - al dolore di Paolo e della moglie Carla e a loro mando tutto l'affetto e la riconoscenza della comunità di San Miniato perché con i loro film ci hanno regalato un sogno: far conoscere San Miniato in tutto il mondo. Grazie Vittorio, ci mancherai".
Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha espresso il suo cordoglio: "Sono addolorato - ha detto - per la scomparsa di Vittorio Taviani, regista e uomo di cultura profondamente legato alla sua San Miniato come alla Toscana, che insieme al fratello Paolo ha saputo reinterpretare il neorealismo italiano, declinandolo in racconti e immagini immortali. Ci resta il suo impegno sempre politico, attento alla storia e al sociale, pervaso da una formidabile passione civile che ha attraversato tutto il suo percorso cinematografico e personale".
"Se ne va – conclude il presidente Rossi – uno dei più straordinari interpreti della vita sociale e politica del Novecento, un regista che, in indissolubile coppia con il fratello, si è fatto guidare dal vero, dalla storia, dal sangue, dalle lacrime, dalla voglia di lottare contro le ingiustizie, donandoci una preziosa eredità, mirabilmente reinterpretata nelle scene dei suoi film. Esprimo, anche a nome della Toscana tutta, le mie più sincere condoglianze ai suoi familiari e al fratello Paolo".
Anche Angelo Frosini, insegnante al liceo Marconi di S. Miniato e sindaco dal 1999 al 2009 piange Taviani: "Con il fratello Paolo ha segnato la storia del cinema italiano dall’inizio degli anni sessanta fino ad oggi. Vittorio - aggiunge Frosini -, con il suo lavoro, lo posso affermare con assoluta convinzione, ha contribuito in modo determinante alla crescita culturale e politica di un’intera generazione. Io, e con me tanti miei coetanei, ci siamo appassionati al cinema di qualità vedendo i film dei nostri concittadini sanminiatesi e riflettendo su ciò che quelle visioni ci avevano trasmesso. Non posso dimenticare quando negli anni ’70 un cineforum sui film di Paolo e Vittorio, organizzato nella sala di Ponte a Egola, vide una presenza notevole, a tutte le proiezioni,  di noi giovani studenti liceali o universitari impegnati, fino a tarda notte, a discutere del significato culturale e politico di film come I sovversivi, San Michele aveva un gallo, Allosanfan. E ricordo con piacere quando, nel 1982, da giovane insegnante del Liceo classico di Nuoro, vidi La notte di San Lorenzo, per tre volte di seguito in due giorni, accompagnando le mie classi ad assistere alla proiezione del film in cui, per l’appunto, si parlava dell’Eccidio del Duomo di San Miniato. E poi, con piacere, fui chiamato dal preside a discutere coi ragazzi del passaggio della guerra e dell’occupazione tedesca della nostra città. Il film suscitò interesse, trasmise emozioni, stimolò, negli studenti, riflessioni. Lo stesso interesse, le stesse emozioni, le stesse riflessioni che gli studenti del Liceo Marconi di San Miniato hanno manifestato, durante quest’anno scolastico, quando abbiamo visto assieme La notte di San Lorenzo. Non immaginavo di vivere un’esperienza simile  a quella di trentacinque anni prima. Due generazioni diverse di alunni, e anche di insegnanti,  si erano appassionate, con la stessa intensità, a una vicenda (Il fascismo, la tragedia della guerra, la lotta di liberazione) che aveva segnato la vita di tante persone fino alla libertà e alla democrazia. Se ciò è avvenuto,  il merito va a Vittorio che, insieme a Paolo, ci ha regalato quel capolavoro di film che è La notte di San Lorenzo e, con esso, tante opere che hanno segnato, indelebilmente, la storia del cinema italiano".
Il Centro Cinema, fondato dall'amministrazione comunale di San Miniato per valorizzare l'opera dei due registi e per coinvolgere studenti e studiosi nella conoscenza del cinema dei due maestri, ricorda momenti più intensi vissuti con Vittorio Taviani: la consegna nel 2009  del premio Torello Pierazzi, istituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato in omaggio al proprio fondatore, nel quale Vittorio e Paolo  alternandosi al microfono come dietro la macchina da presa, regalarono ai presenti nella sala di Palazzo Grifoni una straordinaria lezione di cultura, amore per la libertà e per la verità rievocando i giorni e le ragioni del capolavoro La Notte di San Lorenzo.  Il Centro Cinema ricorda anche la vicinanza di Vittorio con consigli e raccomandazioni quando, nel 2012,  furono celebrati in città proprio i trent'anni dall'uscita di quello stesso film che rievoca l'estate di sangue e di passione sui colli di San Miniato nell'estate del 1944. In quella circostanza Paolo e Vittorio firmarono una bellissima lettera indirizzata ai giovani di San Miniato che si concludeva così: "Ricordatevelo sempre, la lotta continua e la promessa, ieri come oggi, è resistere. Vi lasciamo con un consiglio: salite, su, sino al prato della Rocca e distendetevi al sole della primavera che sta arrivando". Memorabile anche l'incontro sul set di Maraviglioso Boccaccio che, anche quest'inverno, è stato al centro di un'iniziativa con gli studenti della scuole superiori alla quale ha partecipato l'attore Josafat Vagni, uno dei giovani italiani più amati dai Taviani. Così come ricorda quanto i Taviani abbiano apprezzato la mostra che il Centro ha dedicato al loro film Cesare deve morire, dopo la vittoria a Berlino: mostra che dopo San Miniato è stata presentata in varie città italiana e anche al SalinaDocFest. Mostra che, insieme alla altre precedentemente realizzate dal Centro sull'opera dei Taviani - insieme a numerose pubblicazioni -  sono patrimonio culturale della città e della Toscana. "Ora che Vittorio che ci ha lasciato - si conclude in una nota - l'opera del Centro Cinema per valorizzare il grande lavoro dei due maestri è ancora più importante".

 

Ultima modifica il Lunedì, 16 Aprile 2018 13:25

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