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Tre sindaci contro ipotesi privatizzazione Toscana Energia

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toscanaenergiaNo alla modifica statutaria di Toscana Energia, con la possibilità che l'azienda possa passare in mani private, sfuggendo così al controllo del pubblico. C'è anche la firma dei sindaci Giulia Deidda di Santa Croce, Gabriele Toti di Castelfranco di Sotto e Vittorio Gabbanini di San Miniato nel documento che chiede all'assemblea straordinaria di fare un passo indietro rispetto alla decisione di modificare lo statuto prevedendo, tra l'altro, l'eliminazione del vincolo della maggioranza pubblica del capitale sociale e il venir meno del controllo congiunto su importanti materie atraverso il superamento del quorum qualificato richiesto.

"È un cambiamento sostanziale - dicono i sindaci - in questa società che ha un bilancio sano ed economicamente stabile ed ogni anno produce utili significativi oltre al fatto che opera in un settore importante come la gestione delle reti del gas. Il sistema di governance pubblico -privato rappresenta un modello virtuoso seguito in tutta la regione per il sistema delle utilities. Tale sistema in Toscana Energia ha dato risultati particolarmente positivi in termini di qualità del servizio e in ambito reddituale con la corresponsione di dividendi a favore dei Comuni da utilizzare nei bilanci dei nostri enti. Fino ad oggi la maggioranza del capitale sociale risulta saldamente in mano dei soggetti pubblici. Se viene approvata la modifica proposta non sarà più così. Pertanto esprimiamo, come sindaci di comuni soci, la nostra contrarietà alla modifica sostanziale della natura societaria. Nonchè l'abbandono pressoché definitiva della governance a controllo congiunto, fra pubblico e privato, a favore di un controllo che nei fatti spetterebbe sostanzialmente solo al privato. Ancora più forte è la critica formale al percorso che ha visto giungere a questo passaggio".
"Ad oggi, e per la prima volta nella storia di questa società - prosegue la lettera - non esiste più un patto parasociale tra i soci pubblici che comporti un'azione congiunta e coordinata di tutto il sistema degli enti locali. È di tutta evidenza che tale elemento avrebbe consentito un ruolo ed un peso maggiore nell'ambito della individuazione delle scelte aziendali. Appare inconcepibile il rinvio ad una fase successiva di un patto parasociale fra soci pubblici. È sconcertante che taluni comuni (peraltro proprio quelli più rappresentativi) abbiano privilegiato, nei fatti, un rapporto con il soggetto privato, anziché stabilire una convergenza tra i soci di parte pubblica. Questo atteggiamento determina uno svilimento della rappresentanza dei nostri territori e una resa alle aspettative di un soggetto privato anziché stabilire un rapporto forte e strategico tra enti locali".
"Confidiamo - conclude la lettera -  in un ripensamento della modifica statutaria all'ordine del giorno per una sua completa ri-discussione. Sappiamo molto bene e comprendiamo che alcuni enti vogliono dismettere le proprie quote, come nel caso della provincia di Pisa, stante il venir meno, proprio per la mutata natura di questo ente della motivazione che aveva determinato una partecipazione seppur ben ridotta al capitale sociale. Ma questa non è di per se una condizione sufficiente per rinunciare a governare un'azione come Toscana Energia né rende ineludibile l'approvazione delle modifiche statutarie proposte, alle quali come già detto siamo fermamente contrari".
Oltre ai tre sindaci del Cuoio la lettera è stata firmata da Terreni (Lari), Millozzi (Pontedera), Carmassi (Bientina), Brogi (Ponsacco), Macelloni (Peccioli), Ciampi (Calcinaia), Gherardini (Palaia), D'Ambrosio (Altopascio), Taglioli (Vicopisano), Ghimenti (Calci), Angori (Vecchiano), Cecchini (Capannoli) e Lari (Buti).

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