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Confcommercio: “I saldi non decideranno la stagione”

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mori san miniato"Ormai lo sappiamo e ne prendiamo atto. Non sono certo i saldi che decidono la stagione: il cliente va 'coccolato' tutto l'anno". Nessuna sorpresa, quindi, per il referente ConfCommercio di San Miniato Giovanni Mori, che i saldi invernali inizieranno il prossimo 5 gennaio. Quelli estivi il 6 luglio. A stagione in corso, cioé. Le date le ha stabilite una delibera, presentata dall'assessore regionale al commercio Stefano Ciuoffo e approvata dalla giunta regionale. I saldi invernali continueranno fino al 5 marzo, le vendite promozionali estive fino al 3 settembre.

In passato date come queste avevano sollevato proteste da parte dei commercianti che ora, almeno a San Miniato, hanno sviluppato un sistema: "Ci sono cose che non si possono cambiare. I meccanismi del commercio, ormai, sono diventati globali, ci sono i centri commerciali e le vendite on line quindi il bottegaio non può fare niente in questo senso. Può, invece, agire sulla clientela, da coltivare tutto l'anno. Non sono mai stati i saldi a fare il bilancio di un negozio di San Miniato e quindi anticipare o posticipare di qualche giorno l'inizio non fa grande differenza. Soprattutto ora, che il margine di guadagno è calato molto. Se si potesse decidere di spostare i saldi, forse sarebbe meglio spostarli di qualche settimana o giorno però ci attrezziamo. I commercianti ne prendono atto, ci dobbiamo adeguare come abbiamo preso l'abitudine al black friday e agli altri fenomeni che non sono tipici della nostra cultura, ma dai quali è difficile astenersi".
In un mondo che cambia, quindi, a cambiare è anche il commercio. Con l'improvvisazione che sempre più prende piede tra alcuni mestieri, il commercio è la controtendenza: "Da negoziante posso dire che i commercianti hanno necessità di giocare un po' di più sulla loro professionalità, cercando di vendere per tutta la stagione. Se non ho competenze specifiche e mestiere, il negozio non resta aperto. Prima o poi tutti i tuoi clienti si accorgono che nessuno regala e che gli sconti troppo elevati spesso non sono veritieri o c'è qualcosa dietro e allora noi dobbiamo puntare sul servizio offerto e la fidelizzazione dei clienti, magari facendo sconti personalizzati tutto l'anno, in base agli acquisti del cliente". Con la logica conseguenza che il cliente più fedele paga meno nel lungo periodo per il rapporto personale con il commerciante. Niente di nuovo, in realtà, visto che con questa logica nascono per esempio le tessere fedeltà dei supermercati. Ma un recupero, di quella voglia di rapporto umano che al tempo dei social media a volte manca. A differenza del commesso del grande store, il negoziante ti conosce e conosce i tuoi gusti, magari anche il tuo guardaroba e il tuo stile e più che un venditore diventa un consulente. "Frequentando un negozio tutto l'anno, tra l'altro, mi accorgo se lo sconto applicato è realmente uno sconto, se la merce è dell'anno in corso e così via". Con i saldi che partono prima dell'Epifania, il rischio è di acquistare con calma i regali. "In realtà no, almeno non a San Miniato. I regali di Natale la gente continua a farseli e il cliente viene servito e trattato con serietà durante tutto l'anno. Non si fa abbagliare da tante promozioni che sono dappertutto ma a volte non danno un servizio adeguato al cliente finale. In questa logica, la battaglia di posticipare i saldi è di retroguardia. Dobbiamo, invece, essere seri e professionali noi commercianti".
Con un vantaggio, magari: "Se qualcuno viene a fare un regalo per un altro cliente, io so già se ha addocchiato qualcosa, cosa potrebbe servirgli o piacergli o se quel prodotto ce l'ha già". Riducendo al minimo la pratica del reso. Certo, la piattaforma on line offre più scelta, ma non sempre questo è un vantaggio. "E' chiaro che le novità qualcuno le prova, ma come i centri commerciali non piacciono a tutti, così acquistare on line non è per tutti. Le insidie sono di più rispetto al passato e la sfida per noi è cambiare e crescere. Le difficoltà per il commercio ci sono e quindi una contrazione c'è a livello locale, ma nel centro storico di San Miniato c'è anche un grosso fermento e questo ci fa piacere. C'è voglia di investire a San Miniato, soprattutto per il food, ma se c'è un motivo di attrazione, tutti ne beneficiano".

Elisa Venturi

 

Ultima modifica il Giovedì, 03 Gennaio 2019 12:35

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