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Il simbolo di San Miniato in un libro di Michele Fiaschi

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WhatsApp Image 2019-01-26 at 10.46.15“Sic nos in sceptra reponis”, la fierezza dello stemma sanminiatese sta tutta in questa frase tratta dall'Eneide virgiliana: “Così ci restituisci agli antichi onori”. Un tema che, fra il motto ed il noto stemma di San Miniato, la leonessa rampante, è stato affrontato per la prima volta in modo sistematico e approfondito nell'omonima opera di Michele Fiaschi, presentata questa mattina nella sala del consiglio comunale.

A dare man forte al Fiaschi l'editore Fabrizio Mandorlini e lo storico, oltre che autore del popolare blog dedicato all'archeologia e alla storia locale SMARTARC (http://smartarc.blogspot.com/) Francesco Fiumalbi. “Una bella occasione per parlare di un argomento tutt'altro che concluso – dice Fiumalbi. – Il libro di Fiaschi è un libro di cui si sentiva il bisogno, dato che mancava uno studio specifico sull'araldica incentrato sullo stemma sanminiatese. Un simbolo molto antico, databile almeno fra il 700 e l'800. Probabilmente uno dei più antichi della Toscana“.

Di origine sconosciuta, sulla leonessa che ancora oggi svetta sopra il motto virgiliano si sono fatte numerose ipotesi ed interpretazioni, alcune delle quali prendono spunto dalle vicende del cancelliere imperiale Corrado Di Spira, che nel 1200 soprintendette ai lavori di ultimazione delle fortificazioni sanminiatesi e della rocca per conto di Federico II di Svevia ed il cui stemma ricorda molto quello attuale. Molti elementi, però fanno pensare che l'origine della leonessa sia ancora più antico. Riflessioni contenute nell'opera che Fiaschi ha dato alle stampe con Fm edizioni SIC NOS IN SCEPTRA REPONIS – Storia dello scudo di San Miniato.

Nilo Di Modica

Ultima modifica il Sabato, 26 Gennaio 2019 17:40

Commenti   

 
0 # luigi 2019-01-26 21:28
Un'efficienza limitata dal fatto che per un intero giorno parte dell'abitato è rimasto senza acqua con non tutti i residenti avvisati. Questa non è efficienza come vuoi far credere il Comune. Inoltre la segnaletica è estremamente ridotta e chi non è del posto e si trova il cartello di divieto selettivo all'ingresso del centro storico rimane sconcertato
 

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