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San Miniato, ecco il Consiglio con Giglioli o Altini sindaco

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di Nilo Di Modica

Giugno mese di ballottaggi in giro per la Toscana con una sfida, quella fra Simone Giglioli e Michele Altini, che a San Miniato ha allungato di ben due settimane lo sprint della campagna elettorale, fra centrosinistra e centrodestra.

Viene quindi da chiedersi, in ognuno dei due casi possibili, che genere di consiglio comunale ci ritroveremmo all'ombra della Rocca dopo la sfida finale del ballottaggio di domenica prossima. Al netto delle possibili rinunce e senza considerare le dimissioni obbligate che, nei comuni sopra i 15mila abitanti, sono tenuti a presentare i consiglieri che accettano di entrare in giunta in qualità di assessori, con relative sostituzioni, in realtà i due quadri possibili sono facilmente calcolabili a partire dai risultati del primo turno.

Il consiglio con Giglioli sindaco

Nel caso vinca il centrosinistra, al seguito del candidato Simone Giglioli entrerebbero almeno in 8 solo per il Partito Democratico. In ordine di preferenza i democratici sarebbero Marco Greco, Marzia Fattori, Elisa Montanelli, Vittorio Gasparri, Alessio Spadoni, Michele Fiaschi, Ilenia Falaschi ed Erika Provvedi. Con loro, in questa ipotetica maggioranza, anche i due candidati arrivati primi per numero di preferenze per le due liste alleate del Pd “Riformisti per San Miniato” e “Uniti si può”, rispettivamente Lucio Pizza e Loredano Arzilli. L'opposizione, in quel caso, sarebbe ripartita fra quattro consiglieri della Lega, con il candidato sindaco perdente Michele Altini più Maria Beatrice Calvetti, Roberto Ferraro e Sandro Fedi. Entrerebbero inoltre, per la lista Cambiamenti, la ormai ex candidata sindaca Manola Guazzini e Matteo Squicciarini. Nessun seggio né per Forza Italia né per la seconda lista in appoggio a Guazzini, “Attivamente”.

Il consiglio con Altini sindaco

Nel caso vinca il centrodestra, insieme ad Altini entrerebbero come consiglieri almeno 9 esponenti della Lega: Maria Beatrice Calvetti, Roberto Ferraro, Sandro Fedi, Federico Gregorini, Tania Lucchesi, Massimo Fogli, Silvia Maestrelli, Leonardo Rimicci, Fabio Botrini. Entrerebbe, in quel caso, anche un consigliere comunale per Forza Italia, ovvero Carlo Corsi, capione di preferenze nella sua lista. A quel punto spetterebbero quattro consiglieri comunali di opposizione al Partito Democratico, ovvero il candidato sindaco perdente Simone Giglioli più Marco Greco, Marzia Fattori ed Elisa Montanelli. Entrerebbero inoltre, comunque, i due consiglieri di Cambiamenti Manola Guazzini e Matteo Squicciarini. Resterebbero fuori dal consiglio le liste “Riformisti per San Miniato” e “Uniti si Può” che appoggiavano Giglioli e la lista “Attivamente”, che appoggiava Guazzini.

La giunta e le surroghe

Anche se le deleghe possono essere ripartite a pioggia ad un numero variabile di consiglieri comunali, il numero degli assessori effettivi nei comuni come San Miniato non può andare oltre le 5 unità. Questo significa che sia in caso vittoria del centrosinistra, che in caso di vittoria del centrodestra, a meno di possibili assessori esterni, i cinque candidati primi fra i non eletti per numero di preferenze potrebbero entrare in consiglio a sostituire i colleghi dimissionari e traslati in giunta. Nel caso di vittoria di Giglioli, al netto di possibili assessori esterni (si vocifera di Marzio Gabbanini) i sostituti degli assessori sarebbero "almeno" Stefano Pappagallo, Moira Moscillo e forse Emilio Bertini. Ma è quasi certo che un assessorato toccherà anche ad una o entrambe le liste alleate. Quindi fra i papabili membri del consiglio vi sono anche Renzo Lapi di Uniti si Può e soprattutto Leonardo Guerri detto "Billo", per i Riformisti. Nel caso di vittoria del centrodestra, i primi possibili sostituti, sempre al netto di eventuali assessori esterni (di cui la storia recente della penetrazione della Lega in Toscana è piena, si vedano i casi di Pisa e Cascina) sarebbero "almeno" i leghisti Matteo Saladino, Nunzio Ditta e Isabella Biancalani. Probabilissimo, in quel caso, che forzista Corsi finisca in giunta, facendosi surrogare a quel punto da Luigi Lamorte.

Ultima modifica il Lunedì, 10 Giugno 2019 13:06

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