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Il Palio del Cuoio è bianco e azzurro: Le Fornaci trionfano

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P6301102di Nilo Di Modica

Non ce n'è stato per nessuno, è Le Fornaci a trionfare nella staffetta delle botti in piazza Guido Rossa. L'ultima e più importante competizione del Palio del Cuoio, giunto quest'anno all'edizione numero 32, ha visto vincere la squadra composta da Mirko Spera, Gioele Mannucci, Leonardo Pagni, Fabio Vallini, Edoardo Di Cecco, Gabriele Chesi, Matteo Spera, Tommaso Frangioni, Francesco Fiaschi, Matteo Pertici e Edoardo Pinzani.

Gara che almeno per la prima metà del percorso si è profilata come un luno testa a testa al cardiopalma con Leporaia. Un intoppo dopo il quarto scambio, poi, ha visto cedere i biancoverdi, dando la possibilità a quel punto a Le Fornaci di staccare tutti e portarsi a casa il groppone di quest'anno. Leporaia, Tognarino, Giuncheto e Il ponte a quel punto non hanno potuto che prendere atto della sconfitta. Una doppia vittoria, quella di questa edizione e di questo fine settimana per il rione biancoceleste, che sabato scorso ha vinto anche la competizione degli over 40.

Un predominio che in questi anni non ha fatto che consolidarsi sempre più in una gara tutt'altro che facile da sostenere dal punto di vista fisico, con un percorso di ben 117 metri da farsi “a staffetta” sei volte portandosi dietro gli oltre 90 kg di caratello, un “bottalino” che onora da 32 anni una storia di pelle e cuoio che poi è quella di Ponte a Egola, cuore industriale e produttivo del sanminiatese. Basta considerare che il rione vincitore nella più che trentennale storia del Palio del Cuoio ha collezionato in tutto ben 12 vittorie, di cui 4 consecutive nelle ultime edizioni (dal 2015 al 2019), compresa quella dello scorso anno ottenuta in modo rocambolesco dopo la squalifica di Leporaia e Tognarino, che avevano chiuso la gara al primo e al secondo posto. Soddisfatti per l'edizione anche Simone Giglioli e Massimo Ciardelli, entrambi nelle vesti della loro “prima volta” sul palco della Piazza Guido Rossa, il primo in qualità di sindaco, l'altro in veste di presidente del comitato organizzatore.

“A guardarlo anche oggi penso che non sarebbe stato male correrlo, anche se adesso forse non ci sarebbe più il fisico – ha scherzato dal palco il primo cittadino. – Com'è noto non sono ponteaegolese di nascita, ma per affetto verso mio zio don Gino Frediani, parroco di questa frazione e fra i fondatori del Palio, porto questa manifestazione nel cuore da sempre. Una cosa creata tanti anni fa per unire Ponte a Egola e dargli un'identità forte, oltre che un motivo in più per fare aggregazione e che malgrado le difficoltà che si sono susseguite negli anni ed i comprensibili cambi generazionali è stata una scommessa vinta”.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 03 Luglio 2019 09:09

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