Cuoio in Diretta

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WhatsApp Image 2019-07-20 at 15.21.22Martina Lumini di San Donato, Gianluca Rossi di Pontedera e Daniele De Nisco di Cascina sono i nuovi membri ammessi a fare parte dell'Opera Spatha Crux, l'associazione di giovani cattolici nata a San Miniato 5 anni fa. Esatti: era il 20 luglio 2014 quando l'attuale presidente Valerio Martinelli e una manciata di altri giovanissimi decisero di fondare un'associazione con radici solide nella Chiesa e occhi spalancati a sognare il futuro. Con anche, però, mani e teste da usare per fare e formare.

Pubblicato in San Miniato

Incontro 17.07"Il primo passo di un percorso condiviso che l'amministrazione comunale ha intenzione di portare avanti per tutta la legislatura e che ci permetterà di valutare quali azioni sviluppare e mettere in campo per valorizzare sinergie e potenzialità delle attività presenti sul nostro territorio". Lo ha detto il nuovo assessore alle Attività Produttive e al Lavoro di Montopoli Valdarno Valerio Martinelli nel primo di una serie di incontri con i titolari di attività del territorio.

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WhatsApp Image 2019-04-03 at 13.25.144Un triplice lancio quello di oggi al circolo Arci di Marti, nel comune di Montopoli in Valdarno. È stata presentata la candidatura a sindaco di Giovanni Capecchi, il simbolo della lista civica che lo appoggia e, immancabilmente, l'hashtag #conGiovanni. Una candidatura senza grosse sorprese quella di Capecchi, già da tempo se ne parlava e tutti se l'aspettavano, mancava solo l'ufficializzazione arrivata oggi mercoledì 3 aprile. forse a innescare un accelerazione sulla road map della camapgane elettorel è statoa iflatto, a sorpresa che la Lega e il centrodestra abbimo lanciato proprio lunedì scorso da Firenze il nome della loro candidata.

Pubblicato in Politica

di Valerio Martinelli
valerioSe per alcuni il venerdì 13 è un giorno legato per superstizione alla mala sorte, per gli osservatori - più o meno attenti - di questa legislatura, il venerdì 13 luglio passato ha segnato una tappa importante, giacché ha visto la tanto attesa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'ormai celebre "Decreto Dignità", o, pi correttamente, del d.l. (decreto legge) 12 luglio 2018, n. 87 che reca il titolo di "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese", in vigore a tutti gli effetti dal giorno successivo alla sua pubblicazione, immesso poi nella discussione parlamentare dallo scorso lunedì 16 luglio ("incardinato", come si è soliti dire, nelle commissioni Lavoro e Finanze della Camera dei Deputati) e approvato qualche giorno fa dalla Camera - con 312 sì, 190 no e un astenuto - con alcune modifiche al testo originale per poi passare all'esame del Senato.
Vale la pena ricordare infatti che il decreto legge è quella particolare forma di atto normativo prevista dall'art. 77 (ed in parte anche dall'art. 72) della nostra Costituzione, che il Governo può adottare 'in casi straordinari di necessità e d'urgenza' e proprio per questa sua natura straordinaria, ha un'efficacia che potremmo definire provvisoria: entra in vigore e produce i suoi effetti dal giorno successivo alla sua pubblicazione - come abbiamo visto - ma se non viene convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione stessa, non produce più i suoi effetti.
Quel che qui ci interessa è valutare la portata delle previsioni di questo particolare decreto, considerando anche le proposte di emendamento (ovvero di modifiche che potrebbe subire nel corso dell'iter di conversione in legge nel dibattito parlamentare) emerse sinora, tenendoci ben alla larga da sensazionalismi o catastrofismi di sorta.
Andando nel merito delle disposizioni del d. l. 87/2018, che si componeva all'origine di 15 articoli, vediamo come in realtà le materie disciplinate sono più d'una: tra le tante, vi è un nuovo regime per alcuni contratti di lavoro (in special modo per quelli a tempo determinato, ma viene anche incrementato l'indennizzo erogato in caso di licenziamento illegittimo che era previsto dai c.d. contratti a tutele crescenti, introdotti dal Jobs Act), ma vi sono anche previsioni concernenti il gioco d'azzardo (ed in particolare si introduce il divieto di pubblicità - per cui il nuovo testo approvato dalla Camera ha ulteriormente inasprito le sanzioni previste - per quelle attività, nuove regole formali per i gratta e vinci e l'utilizzo obbligatorio della tessera sanitaria per giocare alle slot), norme sulla lotta all'evasione ("congelando" di fatto il famigerato redditometro, che non potrà più essere utilizzato per gli anni di imposta 2016 e successivi, grazie all'abrogazione di un provvedimento attuativo del 2015), e al contempo sanzioni per quegli imprenditori che, dopo aver ricevuto aiuti di Stato, "delocalizzano" (imponendo la restituzione con gli interessi di quegli aiuti a coloro che trasferiscono la produzione o parte di essa in Italia od in Paesi dell'UE, e prevedendo sanzioni ben più aspre - fino al quadruplo degli aiuti ricevuti - per chi delocalizza - per trarne vantaggi economici ovviamente - in Paesi extra-UE) e per coloro che riducono i propri occupati. A seguito del lavoro della Camera sono poi stati reintrodotti anche i famigerati voucher, che potranno essere utilizzati - come forma di pagamento del lavoro di pensionati, disoccupati studenti fino a 25 anni e percettori di forme di sostegno al reddito - non più solo dalle imprese agricole ma anche dalle piccole imprese alberghiere (con un massimo di 8 dipendenti) per una durata massima di 10 giorni.
Un decreto "omnibus", come si sarebbe detto un tempo: un po' su tutto, su tante materie disparate, in cui, forse, si fa fatica a trovare un disegno organico od unitario. Visto però che il suddetto decreto è stato annunciato ormai da giorni come la "Waterloo del precariato", vale la pena spendere qualche parola in più sulle previsioni in merito al mercato del lavoro, che più delle altre stanno acquisendo spazio nel dibattito pubblico quotidiano, vista l'immediata e diretta produzione di effetti sulla realtà socio economica nazionale e locale, nelle nostre imprese e nei nostri territori.
Il Decreto Dignità interviene prevalentemente sui contratti a tempo determinato (alla cui nuova disciplina vengono assoggettati anche i rapporti di somministrazione di lavoro: un unicum, secondo alcuni), prevedendo, in primo luogo, che la durata complessiva di un "rapporto a termine" (quindi a tempo determinato) non possa superare i 24 mesi (finora erano 36) e che all'interno del limite di questi 24 mesi siano ammissibili solo 4 proroghe o rinnovi (finora, 5) del contratto (ad esempio si potranno stipulare 4 contratti da 6 mesi ciascuno). E in occasione di ogni rinnovo, si prevede un incremento contributivo per il datore dello 0,5% da sommarsi all'1,4% già previsto dalla legge Fornero.
Si tassa il rinnovo dei contratti a termine, insomma, nella speranza che questa imposizione funga da incentivo per la stipulazione di contratti a tempo indeterminato: storicamente i risultati in questo senso - va detto - non sono stati molti.
Oltre a ciò - e questo è forse il punto più discusso e che sta dando da fare ai nostri rappresentanti nelle commissioni parlamentari -, si prevede che solo i primi 12 mesi di contratto a tempo determinato possano essere stipulati in modo "libero", ovvero senza che il datore giustifichi l'esigenza oggettiva (o "causale") che lo ha spinto ad assumere a tempo determinato il lavoratore: i successivi eventuali 12 mesi di contratto devono essere motivati oggettivamente.
Sì, in questo sta l'aspetto controverso che tanto dibattito sta suscitando: il Decreto Dignità ha reinserito nel sistema le causali - introdotte nel 1982, poi eliminate dal Decreto Poletti del 2014 dopo che in tanti anni non avevano prodotto altro risultato se non quello del moltiplicare il contenzioso - per i contratti a tempo determinato o i rinnovi degli stessi che travalichino i 12 mesi. Il datore di lavoro dopo i 12 mesi già svolti, potrà attivare con lo stesso lavoratore un contratto a tempo determinato solo per "esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria" oppure per necessità "temporanee e oggettive, estranee all'attività ordinaria o per esigenze sostitutive di altri lavoratori".
La nuova versione del testo approvata dalla Camera prevede - forse a mo' di sanzione per il datore - anche che se non verranno indicate le causali dei rinnovi, superati i 12 mesi di contratto a termine, i contratti in questione si trasformeranno, di diritto ed automaticamente, in rapporto a tempo indeterminato.
Il vero problema però sta nel fatto che - anche se è molto difficile fare previsioni esatte, visto che comunque ci confrontiamo con scelte e comportamenti dei datori, difficilmente prevedibili nella loro totalità - stante il necessario rispetto di queste causali e i nuovi aggravi contributivi, molti datori potrebbero essere scoraggiati a rinnovare contratti con lo stesso lavoratore dopo averlo tenuto 12 mesi, dovendo sobbarcarsi ulteriori oneri contributivi e il rischio di un contenzioso quasi certo, specialmente alla luce della modifica - appena considerata - inserita a seguito del passaggio alla Camera.
Non a caso, nelle ore di esame in commissione, sono state discusse proposte di emendamento che andavano a semplificare le causali - prevedendo un coinvolgimento attivo dei sindacati e della contrattazione collettiva nella loro individuazione - o a proporre una restituzione di quell'aggravio contributivo suddetto al datore, a mo' di incentivo, nel caso in cui stipuli un contratto a tempo indeterminato con il lavoratore a cui aveva offerto un rinnovo del contratto a termine.
Queste istanze sono state - purtroppo - sostanzialmente inevase e si é preferito prevedere (anche per superare il problema dei contratti già in essere "non in regola" con le nuove norme: si veda tutta la polemica sulle stime della relazione tecnica della Ragioneria dello Stato) un periodo transitorio fino al 31 ottobre: le nuove norme si applicheranno a nuovi contratti e rinnovi firmati dal 1 novembre 2018.
Curioso poi che - nonostante i vari proclami - siano state prorogate per il 2019 ed il 2020 quelle agevolazioni fiscali (decontribuzioni prevalentemente) già previste dalla precedente normativa del Jobs Act per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani sotto i 35 anni.
Si produrranno gli effetti sperati quindi? Si moltiplicheranno i rapporti di lavoro a tempo indeterminato? Difficile a dirsi, ad oggi. Quel che è certo però, è che anche se presentato come un radicale cambio di passo del mondo del lavoro e del welfare, a tutela della dignità del lavoratore e dell'impresa (e su quest'ultimo concetto forse bisognerebbe fare qualche precisazione), in realtà il Decreto Dignità sul fronte che a noi interessa, si presenta ad oggi come una raccolta di alcune disposizioni di dettaglio, vecchie e nuove, incapaci almeno per il momento di incidere significativamente sulle trasformazioni del lavoro di oggi.
Un'occasione in parte persa, sicuramente, per ripensare le politiche attive del lavoro nel nostro Paese e i nostri servizi per l'occupazione, che tanto avrebbero bisogno di un potenziamento intelligente e che certo rappresentano uno strumento importante - quello sì - per combattere la precarietà, rispettando la dignità del lavoro e stando al passo coi tempi.

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valerio martinelli libroCostituzione, occupazione, politiche sociali e diritti. Sono i temi che informano il libro "Right or Duty to Work. Lavoro, welfare e politiche per l'occupazione tra House of Cards e le sfide del futuro" di Valerio Martinelli presidente dell'associazione Fare Politiche. Partendo da queste tematiche si è parlato nella presentazione del libro che si è svolta nella Sala delle Baleari presso palazzo Gambacorti a Pisa.

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martinelliIl diritto del lavoro è il suo campo. Non stupisce, quindi, che Valerio Martinelli di San Miniato inizi da qui la sua carriera da autore. Sarà presentato lunedì 19 marzo a Pisa Right or Duty to Work (Diritto o Dovere al Lavoro), opera prima di Martinelli, presidente di Fare Politiche.

 

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Domenica, 28 Maggio 2017 15:52

Valerio Martinelli "alla corte" di Obama

valerio m"Grazie alla Obama Foundation e a Barack Obama per aver condiviso pubblicamente una mia riflessione per definire la cittadinanza attiva, in questo caso, a livello locale". Quella di Valerio Martinelli di San Miniato è l'unico contributo che arriva dall'Italia a comparire sul sito ufficiale della Fondazione Obama, la nuova avventura dell'ex coppia presidenziale.

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Venerdì, 27 Gennaio 2017 13:44

Valerio Martinelli, un presidente con Lode

16265534 1378115175595038 7916288118786163381 nValerio Martinelli si è laureato con una tesi sul diritto del lavoro alla facoltà di Giusrisprudenza dell'università di Pisa. Nonostante i suoi vari impegni nel mondo dell'associazionismo, il giovanissimo presidente delle associazioni Fare Politiche e Opera Spatha Cruz, ha trovato il tempo per concludere e presentare la sua tesi, al termine di un percorso di studi eccellente: il voto di laurea è 110 con lode. Tanti gli auguri, le congratulazioni e i complimenti che lo hanno già raggiunto, ai quali si aggiungono anche quelli della redazione de Il Cuoio in Diretta. 

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11236157 1051988714874354 545118852340941513 nUna nuova iniziativa, ma con lo stesso obiettivo: aiutare i bambini dell'Africa a essere un po' più felici. Venerdì 16 dicembre a partire dalle 19,30, l'hotel Miravalle di San Miniato ospiterà l'evento Checkpoint Africa – Un sogno sotto l'albero, terzo apericena di beneficenza organizzato dai ragazzi dell'Opera SpathaCrux Onlus, associazione giovanile no profit di promozione sociale finalizzata alla formazione delle nuove generazioni in materia di onesta partecipazione alla cosa pubblica, alla tutela del patrimonio artistico e culturale e alle attività caritative.

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DSC 0349Si è parlato di riforma costituzionale, questa mattina 14 maggio, nella biblioteca dell'ex convento dei Cappuccini di Pisa. Era questo il tema della prima iniziativa promossa dalla nuova associazione "Fare Politiche". Un momento di riflessione importante su un argomento attuale che porterà milioni di cittadini alle urne nel prossimo autunno. Più di cento le persone presenti, tra cui molti sindaci e amministratori del territorio e l'onorevole Paolo Fontanelli.

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