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Santa Croce, il volontariato per i richiedenti asilo

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negriSaranno impiegati in attività di volontariato i cittadini stranieri richiedenti asilo ospitati a Santa Croce. In tutto 18 giovani, che liberamente potranno scegliere di svolgere attività socialmente utili per la durata di un anno e per un massimo di 8 ore settimanali.

È quanto prevede il progetto della regione Toscana per l'inserimento sociale dei richiedenti asilo, secondo quanto previsto dalle delibere 678 e 1162 della giunta regionale, in base alle quali è stato erogato alla Società della salute del Valdarno Inferiore un contributo di 100 euro per ogni rifugiato, destinati alle associazioni che hanno dato la loro disponibilità alla realizzazione del progetto.
La cifra servirà a coprire le spese assicurative contro infortuni e responsabilità civile verso terzi, spese di strumentazione, attrezzature, dispositivi di protezione ed eventuali attività di orientamento e formazione, mentre non è previsto alcun compenso per gli stessi rifugiati, dato che l'attività è di tipo volontario. "Si tratta di un percorso inclusivo che garantisce la piena volontarietà della scelta – spiegano dal comune di Santa Croce - l'impegno in attività il più possibile confacenti con i profili personali, la condivisione della mission e il contatto diretto con i volontari".
Il progetto, scaturito dall'incontro dei sindaci con le associazioni del territorio, coinvolgerà, per la durata di un anno e per un totale di 8 ore settimanali, 18 giovani dell'emergenza Prefettura, di cui 9 in carico alla cooperativa La Pietra d'Angolo e 9 direttamente in carico alla SdS Valdarno Inferiore.
Per questi ultimi il progetto è già in atto: 3 di loro sono stati già impegnati alla Pubblica assistenza di Santa Croce, dove affiancano gli operatori nelle attività di accoglienza e dove stanno frequentando, in numero più ampio, le lezioni di primo soccorso; altri 4 giovani sono impegnati con l'Auser in piccole manutenzioni e pulizie di spazi pubblici, mentre altri 2 stanno per essere inseriti in un progetto di formazione sull'agricoltura sociale. Si tratta di attività complementari a quelle degli operatori per il miglioramento del servizio.
Molteplici gli scopi del progetto: dare ai richiedenti asilo il senso dell'impegno e della partecipazione verso la comunità che li accoglie, facilitare la loro progressiva conoscenza della lingua italiana e della realtà locale attraverso l'interazione diretta con associazioni e popolazione residente, nonché far loro comprendere le norme del mondo del lavoro anche in vista di una futura uscita dal progetto di accoglienza.
"Un progetto a suo tempo presentato anche alle realtà associative locali al Tavolo comunale del volontariato di Santa Croce sull'Arno – spiega l'amministrazione -, che potrà essere incrementato in futuro in base a nuove adesioni e che ha dimostrato ancora una volta come il mondo associativo sappia rispondere in termini di solidarietà e accoglienza a tutte le iniziative di valore".

 

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Febbraio 2016 14:47

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