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Medico a Staffoli, Santa Croce spera nella “sede carente”

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di Nilo di Modica

e60a61d7-da98-4c16-b6b7-5bdea5e78c50La soluzione della copertura degli orari ambulatoriali dei medici a Staffoli dovrà passare necessariamente da un bando ad hoc, a seguito della definizione di Santa Croce come “sede carente” ed una esplicita richiesta di seguire la frazione. Sembra essere questa l'unica strada percorribile per risolvere il problema dei medici nella frazione santacrocese, da tempo al centro delle proteste di alcuni residenti per la scarsa copertura dei medici di base.

Il problema è sempre lo stesso: dopo il trasferimento nella sede del capoluogo di uno dei medici operanti nella frazione per la quasi totalità della propria attività professionale, molti staffolesi hanno lamentato disagi nell'accesso al servizio. I medici che operano a Staffoli, nei locali di proprietà comunale ma dati in gestione alla Pubblica Assistenza, sono attualmente due ma solo uno è in pianta stabile, la dottoressa Maria Cristina Mariotti; l'altra, la dottoressa Silvia Ghisu, fa ambulatorio nella frazione solo una volta a settimana, il giovedì, con la conseguenza che i propri pazienti residenti a Staffoli sono costretti, gli altri giorni, ad andare a Santa Croce se hanno bisogno di prestazioni e prescrizioni sanitarie. Situazione tutt'altro che nuova nelle frazioni, che sempre più rischiano di manifestare sofferenze simili dovute alle poche disponibilità dei professionisti; basti pensare che simili problematiche toccano o toccheranno presto anche altri luoghi vicini, come Galleno e Villa Campanile. La struttura, finita in passato al centro di una richiesta avanzata al comune perché intervenisse con una calmierazione dell'affitto pagato dai medici per tenere aperto l'ambulatorio (leggi). La struttura comunque sarà intanto interessata nei prossimi mesi da una ristrutturazione, già messa nel bilancio dell'ente come ha spiegato il sindaco.

Tutte problematiche che sono state recentemente affrontate di un incontro organizzato dall'amministrazione comunale e dal Forum della frazione. Assemblea pubblica dedicata all'organizzazione della sanità territoriale alla quale hanno preso parte, oltre alla sindaca Giulia Deidda, anche l'assessore alla salute Carla Zucchi, i consiglieri comunali Daniele Bocciardi e Arianna Gisfredi e Pierluigi Acconci, in rappresentanza del Forum. “L'Amministrazione Comunale è stata fin da subito sensibile al disagio espresso dai cittadini di Staffoli ed ha intrapreso varie iniziative per arrivare ad una soluzione soddisfacente. Perciò abbiamo coinvolto costantemente l'Azienda invitando agli incontri pubblici i referenti territoriali e inoltrando richieste per avere aggiornamenti e concertare soluzioni – fa sapere la sindaca Deidda. – A seguito di un'istanza inoltrata in data 15 gennaio 2019, abbiamo avuta risposta ufficiale dal direttore Generale della Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese. E' stato confermato che, se alla data del primo Marzo 2019, termine utile per la verifica delle carenze territoriali, come probabile, il comune di Santa Croce sull'Arno sarà indicato come “zona carente”, nel bando pubblicato per l'assunzione di un nuovo medico potrà essere esplicitata la richiesta che il professionista prescelto svolga una parte congrua della propria attività professionale nella sede di Staffoli. È importante rilevare anche che, secondo il nuovo accordo collettivo nazionale, l'Azienda dovrà considerare non solo le carenze attuali, ma anche le necessità future che potranno derivare dai previsti pensionamenti. Dunque non ci saranno, a nostro avviso, problemi nell'individuare le reali necessità del nostro territorio”.

Una soluzione rintracciabile solo “con le buone”
Problema, in pratica, ancora in corso. Per quanto l'area sia già dichiarata carente dopo i vari pensionamenti degli ultimi anni, resta fermo il fatto che non potra essere imposto a nessun medico di fare ambulatorio nella frazione. “Il problema è innanzitutto di sostentamento del medico. La frazione di Staffoli deve essere resa appetibile – dice  Angelo Scaduto. – Il fatto è che qualsiasi medico che prenda servizio nel nostro comune ha bisogno di un minimo di utenti per poter andare avanti e questo numero non è raggiungibile dalla sola Staffoli. Gli enti si devono mettere in testa che una soluzione a questo problema, che presto peraltro potrebbe verificarsi anche in altre frazioni con le stesse modalità nei comuni vicini, passa da un percorso che cerchi di non costringere ma di convincere”. Il punto sta tutto sul numero dei pazienti. “Si deve far capire a chi è in graduatoria che questo comune è molto appetibile perchè in poco tempo, nel giro di pochi anni, molti saranno i medici che andranno in pensione e sarà quindi facile raggiungere il limite massimo di 1500 utenti – continua Scaduto. – Al tempo stesso però si deve convincere il futuro medico a dedicare uno o due giorni alla frazione. In questo modo fra il nuovo medico, la Ghisu e la Mariotti la frazione potrà avere una copertura congrua. Serve una persona disponibile, ma non la si potrà mai costringere”.

Ultima modifica il Giovedì, 31 Gennaio 2019 18:13

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