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Montecalvoli saluta il “combattente” Mazzinghi

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aab43560-d3ac-4dea-8b00-a12fda96ce40Un “combattente”, con una rara capacità di parlare con tutti, aldilà di steccati e ideologie. Questa la figura che i tanti amici, colleghi di partito e delle istituzioni e montecalvolesi tutti hanno voluto tratteggiare nell'ultimo saluto a Enrico Mazzinghi oggi pomeriggio (27 marzo).

Una cerimonia civile alla quale, nel cimitero di Montecalvoli, hanno voluto partecipare anche moltissimi esponenti di quella politica (presenti gli ex sindaci Vellone e Turini, oltre a Ilaria Parrella) che Mazzinghi aveva frequentato per tutta la vita, rendendo omaggio ad un feretro sul quale, per tutta la cerimonia, sono state adagiate la bandiera di Sinistra Italia e quella della pace. “Una persona di una generosità fuori dal comune, che spesso lo aveva portato a trascurare tanto del suo tempo e della sua vita per gli altri – lo ha ricordato Andrea Luschi, compagno di Mazzinghi nell'ultima giunta Turini. – Al tempo stesso una personalità avversa ai soprusi di ogni tipo, di fronte ai quali non riusciva a stare fermo”.

Nei ricordi di tutti, la storia di una persona che malgrado i pochi studi giovanili, da autodidatta era riuscito a sviluppare una personalità ed una curiosità nei confronti degli altri, della politica e della gestione del mondo associativo fuori dal comune. “Non riesco a immaginare Santa Maria a Monte senza di lui, appartenente ad una scuola ed una tempra che non esistono più” lo ha ricordato Fabio Antichi, per molti anni compagno di partito di Mazzinghi ed oggi consigliere comunale. Il politico, ma anche l'uomo, quello dalle mille passioni, la voglia di tornare all'università, delle scalate e di quell'”orto delle meraviglie” i cui frutti finivano sulle tavole di amici e vicini. Ma anche l'ultimo rimpianto, quello espresso da David Turini. “Non sopportava l'idea che le istituzioni lo ritenessero un disonesto – ha ricordato l'ex sindaco Turini con riferimento alla causa che vide coinvolta tutta la giunta, poi assolta, su un caso di abuso d'ufficio. Vertenza rilanciata dall'attuale amministrazione. – E' stato per tutti noi, con quel modo di ribadire le sue posizioni ogni volta che si avviava ad un confronto,  un simbolo di sincerità, trasparenza ed onestà. Dimostrazione vivente di come tante della barriere che dividono oggi la società siano innanzitutto mentali”. 

Nilo Di Modica

Ultima modifica il Martedì, 27 Marzo 2018 18:02

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