Cuoio in Diretta

Rubano mentre le commesse scaricano il camion

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nuovastiro“Tranquille, prendiamo la merce”, ma le stavano derubando. E' questa la surreale vicenda vissuta ieri pomeriggio (6 novembre) dalla titolare della Nuovastiro, azienda di confezioni nel cuore della zona industriale di Ponticelli, insieme alle sue dipendenti. Un furto, decisamente maldestro, avvenuto in pieno giorno, conclusosi con un vero e proprio tira e molla di scatoloni e una fuga poco dopo intercettata dalle telecamere.

“Tutto è iniziato alle 14,30 circa – racconta la titolare Elena Zanobini –. Avevamo appena caricato un furgone e ci stavamo preparando per un nuovo carico, ed eravamo in fondo al capannone, anche se alcune di noi continuavano ad indaffararsi all'interno del locale. Ad un certo punto abbiamo avvertito un rumore strano all'entrata, dall'altra parte dello stabile. Una mia dipendente si è accorta che 2 uomini stavano cercando di caricare gli scatoloni da noi appena riposti e pronti per la consegna. Ci siamo precipitate tutte e quattro verso di loro”. E' a questo punto che l'intera vicenda prende la piega più surreale. I due, italiani, uno più anziano, l'altro più giovane, sorpresi con malloppo letteralmente fra le mani, non se la sono data a gambe subito, ma hanno cercato di continuare ad arraffare il più possibile, giungendo persino a contendersi gli scatoloni con le dipendenti accorse a fermarli, nel tentativo di riempire a più non posso la macchina. “Ad un certo punto uno di loro ha cercato persino di farci desistere dicendo 'state tranquille, prendiamo la merce'. E noi intanto gli strappavamo i cartoni dalle mani, mentre questi resistevano. C'è stata una colluttazione – continua a raccontare la titolare –. Tutte insieme abbiamo cercato di strappargli di mano tutta la refurtiva. Abbiamo recuperato quasi tutta la merce, anche se qualcosa è rimasta in macchina. Alla fine, accorgendosi che mentre andava avanti questo teatrino qualcuna fra noi aveva chiamato i carabinieri, sono stati costretti alla fuga costretti alla fuga, anche se siamo riusciti ad annotare il numero di targa”.

Il tutto, come sempre avviene in questi casi, è avvenuto nell'arco di appena 10 minuti. “A pensarci dopo siamo state un po' incoscienti, sarebbero potuti essere armati. Ma il primo istinto è sempre quello di fermarli – continua Zanobini –. Ciò che sconvolge è che tutto è avvenuto praticamente alla luce del sole, in pieno giorno, con noi presenti e sull'apertura del capannone sulla strada. Devo assolutamente ringraziare i miei validissimi collaboratori, le mie ragazze, che non avevano niente da perdere e invece si sono avventate con me addosso a questi due”. La palla, adesso, passa agli inquirenti, che sarebbero agevolati dalle immagini di alcune telecamere e da primi importanti indizi utili all'identificazione della station wagon coinvolta.

Nilo Di Modica

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2018 23:27

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