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Tavolo della pace a Pontedera, ok all'attività 2017

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bandierapaceE' stato un successo grazie al volontariato anche il 2017 per il Tavolo della Pace di Pontedera. Questo è quanto emerge nel bilancio tracciato durante l'ultima riunione tirando le fila dell'attività 2017 e programmando quella 2018. L'assemblea ordinaria della Tavola della Pace e della cooperazione Onlus si è svolta mercoledì (2 maggio). Il corpo sociale della Tavola è composto da tredici Comuni e da 29 organizzazioni di società civile. Le assemblee della tavola sono per statuto presiedute dall’esponente di uno dei comuni soci. L'ultima è stata presieduta dalla vicesindaca di Pontedera Angela Pirri.

Il coordinatore Pietro Pertici ha illustrato in modo dettagliato i documenti, ponendo in risalto, come, nonostante i limiti evidenti di risorse finanziarie ed umane, la Tavola riesca a mettere in atto molte attività e iniziative, grazie all’apporto volontario delle persone che compongono il comitato esecutivo. L’assemblea ha rinnovato, come sempre, l’apprezzamento dell’opera svolta e della chiarezza dei documenti presentati, approvando il bilancio all’unanimità. Ha inoltre approvato la proposta del consiglio direttivo di rinviare ad una successiva riunione, già convocata per il prossimo 30 maggio, la discussione sui temi generali, per i quali non c'è stato il tempo necessario.
"Non mancano - spiegano dalla Tavola della Pace -  fatti cruciali e contraddittori di cui discutere, quali il nuovo corso pacificatore fra le due Coree, avallato, a quanto pare, anche dalle massime potenze mondiali, che, però, contrasta radicalmente con i preparativi di un pericolosissimo allagamento della guerra “per procura” con la quale i due fronti contrapposti stanno da anni devastando la Siria, ma che ora stanno per trasformarla in uno scontro diretto. Pertici ha segnalato che il paventato allargamento si ricava dall’ultima iniziativa del presidente israeliano Benjamin Netanyahu, il quale lo scorso lunedì 30 aprile ha recitato da Tel Aviv, la parte del prologo dell’escalation (tornano alla mente Colin Powel e Tony Blair nel 2002), dicendo di avere le prove che l’Iran non sta rispettando l’accordo internazionale del 2015 sulla sospensione del nucleare iraniano. Non sappiamo di quali prove parli Netanyahu, ma udire una simile accusa dal capo del governo di uno stato che ha fabbricato e possiede decine di bombe atomiche, ma che non ha mai sottoscritto il trattato di non proliferazione delle armi nucleari, lascia molto interdetti. Sappiamo tutti della reciproca minacciosa ostilità tra Iran e Israele, ma è estremamente preoccupante che l’uscita di Netanyahu abbia fatto da eco all’annuncio da parte del presidente americano di volersi dissociare dall’accordo internazionale sul nucleare sopra richiamato, proprio allo scopo dichiarato di mettere in atto azioni “punitive” nei confronti dell’Iran. Sta di fatto che, proprio in questi giorni, gli Stati Uniti d'America stanno dispiegando nel mediterraneo una massa enorme di mezzi da combattimento: portaerei, incrociatori e sottomarini lanciamissili, aerei caccia-bombardieri ed elicotteri, in grado di lanciare mille missili da crociera. I governi di Francia Inghilterra e Germania hanno subito espresso contrarietà all’annuncio di Donald Trump, che ridarebbe, questo sì, all’Iran il pretesto per riprendere la corsa a dotarsi a sua volta di armi nucleari".
"Speriamo che i nostri timori siano infondati", ha concluso Pertici. Di questo e di altro si discuterà nell’assemblea del 30 maggio.

Ultima modifica il Venerdì, 04 Maggio 2018 12:45

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