Balneari Pisa a Agenzia Entrate, rivedere studi di settore

“Estate 2014” è il nome del dossier sottoscritto questa mattina dai direttori di ConfcommercioPisa, Confesercenti, Cna e Confartigianato, un documento che dimostra, dati alla mano, il crollo vertiginoso dei consumi delle imprese del litorale pisano,  risultato del mix esplosivo tra crisi economica e maltempo. Le associazioni di categoria a a sostegno delle imprese balneari chiedono all’Agenzia delle Entrate una revisione degli studi di settore,

La stagione estiva 2014 si è chiusa con un bilancio negativo per le imprese balneari del litorale pisano. Maltempo persistente e crollo vertiginoso dei consumi, compreso i viaggi, hanno fatto registrare una riduzione degli incassi pari al 30%, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro. Rispetto al 2013  sono stati incassati 810 milioni di euro in meno e sono stati oltre 50 mila i lavoratori stagionali lasciati a casa. Il dossier è stato redatto sulla base di un’analisi a campione presso alcuni stabilimenti balneari di Marina di Pisa, di Tirrenia e Calambrone, sugli scontrini emessi nel periodo giugno /settembre nei fine settimana, dimostra che nel confronto con il 2013, c’è stata una riduzione addirittura del 35%. “Non dimentichiamo che il litorale pisano rappresenta il 30% circa dell’intero turismo provinciale – ha ricordato Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa: Lo stato dia un sostegno tangibile a queste imprese, rivedendo l’applicazione degli studi di settore”. Secondo Paolo Margheri, direttore di Confartigianato “volere è potere, per questo le 4 associazioni di categoria hanno deciso di parlare ad una voce univoca. Il turismo è una faccenda seria, tanto più in una regione come la Toscana. E se sui principali motori di ricercala parola “toscana” è cercata più di “italia” questo è dovuto anche all’attrattiva rappresentata dalle nostre coste”.

 

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