Le gambe bioniche fanno camminare le persone amputate

Un progetto rivoluzionario nel mondo della tecnologia abbinata alla medicina. Sono state presentate le gambe bioniche che faranno camminare di nuovo le persone che hanno subito un’amputazione.

Il primo progetto al mondo è stato coordinato dall’Italia con l’istituto di Biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Cyberlegs, questo il nome del progetto europeo, unisce le protesi a robot indossabili, come gli esoscheletri, che danno la possibilità di camminare, senza uno sforzo eccessivo, alle persone amputate. Il progetto prevede di testare le protesi bioniche su 11 volontari. Dopo tre anni di studi e ricerche con Cyberlegs viene data una possibilità importante a tutte quelle persone che a causa di un’amputazione sono costrette a utilizzare stampelle o sedie a rotelle.
“I risultati del progetto Cyberlegs sono, prima di tutto, rilevanti dal punto di vista scientifico, – ha detto Maria Chiara Carrozza – con una significatica dimensione strategica e socio-economica da sottolineare. Tali risultati sono stati resi possibili da una strategia che l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna segue da anni e che prevede una forte presenza dell’accademia della Scuola Superiore Sant’Anna in questo caso sul territorio, dove è possibile intercettare le necessità degli utenti, prima tradotti dagli ingegneri in sfide scientifiche e tecnologiche, poi affrontati coinvolgendo gli utenti finali nel processo di progettazione, di sviluppo e di validazione già dai primi ‘passi’ del progetto. Questo tipo di approccio permette di ottenere nuova conoscenza che porta a dispositivi innovativi e che possono essere accettati con più facilità dagli utenti finali. Quest’ultimo è il vero punto chiave per permettere alla scienza e alla tecnologia di promuovere innovazione sociale.
Tornando al progetto Cyberlegs, mi piace ricordare che circa tre anni fa (ero rettore della Scuola Superiore Sant’Anna) ho ritenuto strategico creare una forte alleanza con la Fondazione Don Carlo Gnocchi. Questo, infatti, era lo scenario più appropriato per affrontare le sfide delle persone amputate all’arto inferiore e per promuovere la nascita di nuovi dispositivi medicali che in futuro potranno contribuire a migliorarne la qualità della vita. A tre anni dalla firma dell’accordo di collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi, grazie al progetto Cyberlegs, il nuovo portfolio di tecnologie è stato creato e validato, in maniera preliminare. Sono convinta che nei prossimi anni, questa collaborazione permetterà di trasformare i prototipi in prodotti che riveleranno la loro estrema utilità nella vita di tutti i giorni”.

 

 

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