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Animalisti e macellazione rituale, la protesta è partita foto

La protesta, secondo gli animalisti, ancora prima che etica è giuridica e sul tavolo c’è una questione che sembra da poco ma non lo è dal punto di vista di chi difende gli animali.

Gli animali al mattatoio di San Miniato, che vengono macellati secondo riti previsti da islam ed ebraismo e quindi per dissanguamento, prima vengono storditi oppure no come prevederebbe la macellazione rituale? Una questione che va oltre San Miniato e che chiama in causa gli ordinamenti della Repubblica che prevederebbero, stando a quanto riferito durante la manifestazione, una deroga al principio di non infliggere inutili sofferenze agli animali, nel caso delle macellazioni rituali. A San Miniato per gli animalisti, circa 40 persone che hanno manifestato davanti la macello pubblico, secondo quanto emerge dal resoconto dello scorso settembre inviato dalla Asl 11, non c’è certezza che gli animali durante i riti di macellazioni, vengano prima storditi, mentre il sindaco Gabbanini (come abbiamo già riportato nei giorni precedenti ndr) sostiene che invece anche nel caso della macellazione rituale pecore e agnelli vengano prima storditi. Una questione su cui i sostenitori dei movimenti animalisti e in particolare le associazioni Animalisti Italiani Onlus e Irriducibili Liberazione Animale, sono decise a dare battaglia, tanto da far partire da San Miniato la campagna nazionale contro le macellazioni rituali dando vita ad una manifestazione dai toni accesi, fatta di racconti cruenti e inumani, quelli della macellazione e in particolare nel caso della macellazione rituale, dove gli animali secondo l’ortodossia religiosa devono morire per dissanguamento in piena coscienza e quindi soffrendo.
La protesta, che in se ne porta altre sempre contro le macellazioni, ha chiamato in causa il sindaco di San Miniato Vittoria Gabbanini “che – dicono gli animalisti – nonostante sia stato invitato non si è fatto vedere alla manifestazione, perché sa di raccontare bugie quando dice che qui gli animali prima della macellazione islamica ed ebraica vengono storditi, come si capisce dai documenti della Asl. Una battaglia che porteremo in giro per tutta l’Italia e che parte oggi da San Miniato dal macello pubblico di via Guerrazzi”.
Una protesta educata e pacifica, tra i cartelli contro la macellazione c’erano anche le bandiere della Pace, che si è protratta per circa due ore davanti al macello pubblico di via guerrazzi. Con i racconti della cruenza della macellazione, delle sofferenze inferte agli animali, con qualche slogan colorito contro politici nazionali primi tra tutti Lupi e Salvini, e contro il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini. Poi la manifestazione che ha previsto anche la deposizione di una corona di fiori al cancello del mattatoio in memoria degli animali abbattuti si è conclusa con il lancio di palloncini bianchi, simbolicamente la anime degli animali uccisi, dentro il recinto del macello che nell’idea i macellai dovrebbero poi raccogliere questi palloncini con le mani sporche di sangue che hanno ucciso gli animali, giocando sul contrasto tra il bianco degli agnelli rappresentati dai palloncini e il rosso del sangue sulle loro mani.
“La pratica, che prevede di uccidere gli animali mediante sgozzamento con la recisione della giugulare – hanno spiegato gli animalisti – per permettere al sangue, considerato un elemento impuro, di defluire completamente e non essere mangiato, viene effettuata anche a San Miniato in deroga al decreto legislativo del 1998 che prevede che l’animale prima di essere ucciso debba essere privo di coscienza, in modo da evitargli ulteriori sofferenze. A questo proposito lo scorso novembre gli Animalisti Italiani Onlus hanno lanciato una petizione per chiedere al parlamento di calendarizzare, discutere e votare la proposta di legge n. 1225 Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1998, n. 333, che chiede l’attuazione alla direttiva 93/119/comunità europea relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento” e al Governo di vietare del tutto la macellazione rituale religiosa in Italia.
“La nostra è una battaglia di civiltà che ha a che fare con il benessere degli animali e con la laicità dello stato” ha dichiarato il presidente degli Animalisti italiani onlus (www.animalisti.it) Walter Caporale. “L’abbiamo iniziata da San Miniato lo scorso settembre impedendo all’Azienda Agricola Romilda di iniziare il rito con Macellazione rituale. Da quel momento abbiamo più volte chiesto chiarimenti sulle autorizzazioni concesse al sindaco di San Miniato, alla Asl competente, al presidente della regione toscana Rossi. Non abbiamo ottenuto ancora le nostre risposte, ma non ci fermiamo di certo qui. Continueremo fino a quando questa barbarie non venga più perpetrata non solo a San Miniato, ma anche nel resto del nostro Paese”.
Al presidio animalista era presente anche il veterinario competente della Asl 11 di Empoli, il dottor Gianluca Pasqualetti, che però ha rifiutato l’invito ad intervenire. “Il sindaco Vittorio Gabbanini invece – dicono gli animalisti – che ieri in una nota si è limitato a dire che al Consorzio Macelli non viene praticata alcuna macellazione rituale oramai da 5 anni. Eppure i numerosi cittadini presenti sostengono il contrario e si chiedono dove venga venduta la carne macellata nella cittadina toscana”.
Il pomeriggio di protesta si è concluso per le vie di San Miniato con un volantinaggio degli animalisti e invito a una Pasqua senza il consumo di agnello. Primo giorno di una campagna intitolata #SaveTheLamb che toccherà l’apice domenica 29 marzo quando in numerosissime chiese e piazze d’Italia i volontari degli Animalisti Italiani Onlus sensibilizzeranno i cittadini del Belpaese a risparmiare la vita a dei piccoli neonati. (g.m.)

 

Le immagini della manifestazione

 

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