Distretto conciario e concorrenza sleale, Danti (Pd) interroga l’Europa

“Chiarezza su quali misure concrete le istituzioni comunitarie intendano adottare per arrestare le pratiche commerciali sleali e garantire così che vengano ristabilite condizioni eque nei rapporti commerciali coi Paesi terzi, a tutela del settore conciario e dell’intera manifattura europea”.

Con un’interrogazione alla Commissione Europea, lo ha chiesto l’europarlamentare toscano del Partito democratico Nicola Danti, che ha voluto richiamare l’attenzione su un tema che, ha sottolineato, “è purtroppo all’ordine del giorno per le aziende del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno: le pratiche di concorrenza sleale da parte di Paesi terzi”. Il settore conciario toscano, ha aggiunto l’europarlamentare, “che era riuscito a crescere anche negli anni della crisi grazie soprattutto al commercio con l’estero, dalla fine del 2014 sta subendo le conseguenze negative di politiche protezionistiche e pratiche di concorrenza sleale da parte di Paesi extraeuropei. I Paesi terzi che producono pellame grezzo impongono dazi elevati o politiche tariffarie che, di fatto, ostacolano e talvolta impediscono l’acquisto della materia prima da parte delle industrie conciarie toscane. D’altra parte, quantità enormi di pellame grezzo vengono acquistate da quegli stessi Paesi extra-Ue sul mercato europeo, provocando un rialzo eccessivo e insostenibile dei prezzi, aumentati in alcuni casi sino al 300%”. La Commissione Europea dovrà rispondere entro sei settimane in forma scritta, così da chiarire le disposizioni delle istituzioni europee su un tema così importante per lo sviluppo del distretto conciario di Santa Croce e per lo sviluppo del territorio del Cuoio.

 

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