Il genio Leonardo e Santa Maria a Monte, se ne parla il 18

Conoscere la storia universale significa conoscere la storia dei piccoli centri. E’ da questo fondamentale assunto che a Santa Maria a Monte si preparano a tracciare inedite ‘Traiettorie per la nostra storia’, un ciclo di approfondite conferenze che tenterà di rileggere la storia locale fiorita intorno alla famosa ‘chiocciola’ alla luce di un intreccio d’impensata intensità con le vicende di grandi personaggi, finora scaramente accostati a Santa Maria a Monte. Un tentativo inedito per certi versi, esplorato finora solo nelle figure che con Santa Maria hanno avuto un legame stretto e inalienabile, come il Carducci e Galilei, ma che, promette il curatore di questi incontri, il noto cultore di storia locale Renato Colombai, “riserverà sorprese” a partire da “piccole perle scovate negli archivi anche grazie alle nuove tecnologie, capaci dare un grande impulso a quei collegamenti che sono alla base della ricerca”. Il primo appuntamento, il prossimo 18 dicembre alle 21,30 al teatro comunale, sarà dedicato al ‘multiforme ingegno’ di Leonardo Da Vinci e vedrà proprio nella spirale, simbolo del paese e medioevale segno d’indiscutibile fascino per i tanti significati ad esso legata, il centro di una discussione che metterà intorno ad un tavolo la dottoressa Roberta Barsanti, direttrice del museo Leonardiano di Vinci, il dottor Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale, i due sindaci di Vinci e Santa Maria a Monte Giuseppe Torchia e Ilaria Parrella e Colombai, che farà gli onori di casa. La miccia che aprirà il dibattito sarà uno degli ultimi lavori del grande scandagliatore del genio leonardiano Carlo Pedretti, autore di una suggestiva ipotesi secondo la quale l’impianto urbanistico a spirale del castello santamariammontese, con i tre anelli delle mura medioevali tangenti in un unico punto, quello della Rocca, avesse influenzato uno svariato numero di progetti, pensati da Leonardo per alcuni porti a spirale. Una forma con la quale sarebbe entrato in contatto fra il 1504 e 1505, impegnato a studiare il percorso dell’Arno per una sua irregimentazione. La stessa spirale poi si troverebbe reinpiegata nel fogliame visibile nel primo piano de ‘La Vergine delle rocce’. “Ovviamente si tratta di una suggestione – dice Colombai – che però, sviluppata trattando i riferimenti simbolici, allegorici e matematici che la forma della spirale aveva a quei tempi, potrebbe portare a degli spunti e a delle considerazioni interessanti nel corso della serata e che ritorna anche in alcuni documenti, come il famoso codice leonardiano scoperto nel ’66 a Madrid”. Ne verrà fuori una serata che tenterà di perlustrare il rapporto fra Leonardo Da Vinci e Santa Maria a Monte, in quella che promette di essere solo la prima di un’insieme di serate. “Un incontro ed un ciclo di conferenze che consigliamo a tutti – dice la sindaca Ilaria Parrella – che nascono dall’amore di Renato per la storia locale e per il nostro paese e che saranno fucina di molte curiosità e sorpese. Un modo per guardare il nostro comune con occhi diversi e vedere quanto ci sia ancora da scoprire sulla nostra storia, anche fuori dai noti e nobili sentieri che la grande storia ci ha abituato a battere, e vede nelle figure del Carducci e di Galileo due punti fermi”. Poco o nulla è stato anticipato delle prossime tappe di questo viaggio: “non possiamo scoprirci subito – scherza Colombai – basti sapere che verranno fuori anche delle scoperte nuove”. Fra le personalità che sicuramente faranno parte di questo intimo nuovo pantheon ad uso e consumo dei santamariammontesi, vi sarà, ad esempio anche la figura di Tullio Alpinolo Bracci, detto “Chiribiri” e protagonista del movimento futurista.

Nilo Di Modica

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