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Capanne, il futuro dell’appartamento confiscato alla mafia

Sarà probabilmente dedicato al cohousing o all’accoglienza volta a tamponare il disagio abitativo l’edificio ubicato in via Trento, nella frazione di Capanne, confiscato alla mafia lo scorso anno. La decesione definitiva dovrebbe essere resa pubblica nelle prossime settimane e segue un sopralluogo effettuato alcuni giorni fa dal sindaco Giovanni Capecchi con la regia della prefettura e alla presenza di vigili del fuoco, carabinieri e guardia di finanza. Di come la mafia non sia una affare da regioni del sud molto si è detto e scritto. E la terra di Toscana, per un fenomeno come quello mafioso che ‘segue i soldi’ nelle regioni più ricche, si configura sempre più come terra di buoni affari. Il comprensorio del cuoio non fa eccezioni. A dimostrazione di tutto questo la vicenda che ha interessato anche questo stabile. L’appartamento, in buone condizioni e, pare, corredato di interni curati senza badare a spese, era finito al centro dell’attenzione degli inquirenti già nel 2009, a seguito di un’inchiesta riguardante i traffici legati alla mafia catanese. I nomi al centro di tutta vicenda sono quelli del boss siciliano Vincenzo Aiello e della moglie Teresa Grazia Concetta Inclimona, intestataria di alcuni appartamenti in regione fra cui anche quello di Montopoli. Aiello, già condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa e indicato come l’uomo di fiducia del capo della mafia catanese Nitto Santapaola, ad oggi incarcerato a Parma in regime di 41bis, aveva secondo indagini recenti messo da tempo radici in Toscana. Proprio nella nostra regione sono state ricostruite infatti alcune delle sue attività, che nel suo periodo di libertà, dal 2005 al 2009, lo avevano visto intestare alla moglie un appartamento anche a Montelupo, poi finito al centro di un’indagine curata dal pm fiorentino Angela Pietroiusti con l’accusa di trasferimento fraudolento di valori nell’inchiesta per voto di scambio che coinvolse l’allora governatore siciliano Raffaele Lombardo. Di quello stesso periodo è anche la residenza dei due nel comune di Montopoli. L’immobile è stato definitivamente acquisito dallo Stato lo scorso anno in seguito ad un decreto definitivo di confisca della Corte d’Appello di Catania dell’aprile del 2014.

Nilo Di Modica

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