Polveri sottili, si accordano Toti, Capecchi e Parrella

Limitare l’accensione di fuochi all’aperto e abbruciamenti di sfalci, potature, residui vegetali o altro e l’utilizzo di legna in caminetti e stufe. E, poi, ridurre il periodo di funzionamento degli impianti di riscaldamento a 10 ore giornaliere, mantenendo la temperatura dell’aria negli ambienti fino a 18 gradi e utilizzare i mezzi privati di trasporto per quanto possibile, privilegiando l’uso dei mezzi pubblici o altri mezzi di trasporto a basso impatto ambientale (automezzi elettrici o a gas).

Sono i suggerimenti dei sindaci di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti, Montopoli in Val d’Arno Giovanni Capecchi, Santa Maria a Monte Ilaria Parrella dopo gli sforamenti di Pm10 registrati (leggi qui Polveri, dall’ordinanza di S. Croce ai consigli di San Miniato e Qualità dell’aria: Santa Croce prima per sforamenti Pm10 ) che fanno seguito all’ordinanza firmata dal sindaco Giulia Deidda e ai consigli già dati dal sindaco Vittorio Gabbanini. “Le condizioni meteo-climatiche degli ultimi giorni – spiegano i sindaci – hanno determinato un peggioramento della qualità dell’aria nel comprensorio che suggeriscono di adottare comportamenti adeguati per contrastarne gli effetti nelle aree abitate, significativamente per diminuire il quantitativo delle cosiddette polveri sottili conosciute anche con la sigla Pm10. I nostri comuni sono peraltro, a partire dal 30 dicembre 2015, stati inseriti dalla Regione Toscana tra le aree nelle quali devono essere valutati i superamenti limiti di inquinamento, circostanza che li obbliga all’adozione, entro il mese di giugno 2016, di appositi piani d’azione, i Pac, con appropriati provvedimenti finalizzati al miglioramento o, quantomeno, al mantenimento della qualità ambiente attraverso la riduzione delle emissioni di origine antropica nell’atmosfera. I piani di azione saranno coordinati tra i comuni e concordati con l’Agenzia dell’ambiente della Toscana che è incaricata di monitorare il numero dei superamenti possibili nel corso dell’anno e valutare la portata delle possibili azioni di contrasto”.

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