Protesta contro il circo davanti a famiglie in fila – Foto foto

Le prime famiglie con bambini in fila per acquistare il biglietto per lo spettacolo di stasera, sabato 16 gennaio, sfilano davanti alla protesta.

Ad accogliere gli spettatori del circo, infatti, in piazza Aldo Moro, oggi ci sono una 30ina di persone per protestare in difesa degli animali. Quella messa in piedi è una manifestazione fatta di striscioni, cartelloni e palloncini colorati con messaggi che invitano alla salvaguardia degli animali, specie quelli esotici, costretti secondo chi protesta ad una vita di sfruttamento e sevizie. “Siamo sicuri che l’arte del circo sia meravigliosa – spiegano i manifestanti – ma chiediamo che i circensi continuino a fare i loro spettacoli senza gli animali. Che ci facciano vedere dove li custodiscono e come li nutriscono”. “Vi assicuro che non adottiamo nessuna forma di maltrattamento – ha risposto un clown del circo presente tra i manifestanti -. Non abbiamo problemi a mostrare lo stato dei nostri animali. Li abbiamo da quando sono piccoli: li cresciamo, li addestriamo, ma soprattutto li amiamo. Siamo soggetti a controlli settimanali scrupolosi, per i quali non abbiamo niente da nascondere. Accettiamo le proteste, il confronto e la diversità di opinioni, ma quello che non tolleriamo sono invece le aggressioni talvolta subìte”. Questo ciò che ha infine aggiunto il clown del circo, ricordando un atto vandalico riportato tempo fa ai danni di un loro tir. Ma il presidio di oggi, conclusosi alle 19, si è dimostrato corretto e pacifico, sebbene gli animi dei partecipanti fossero in fervore. Intanto, però, le famiglie continuano a presentarsi numerose alle casse del circo, noncuranti delle proteste. “Queste persone dimostrano solo indifferenza ed egoismo – spiega Carmen Luciano, che ha organizzato la protesta -. Noi non siamo contrari al circo e a chi vi lavora, ma all’utilizzo che se ne fa degli animali, sfruttati come schiavi per il divertimento dell’uomo. Far vivere bene un animale significa trattarlo bene fisicamente, senza sottovalutare l’aspetto psicologico, cosa che spesso avviene nei circhi. Da questo punto di vista, infatti, non è giusto che gli animali siano rinchiusi in spazi angusti, lontani dal loro habitat naturale e costretti a numerosi spostamenti”.

Serena Di Paola

 

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