Medicina subacquea e iperbarica, il master Sant’Anna

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Un master universitario per formare i medici specializzati in medicina subacquea e iperbarica. E’ promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa con l’Istituro di fisiologia clinica del Cnr di Pisa che ha celebrato i dieci anni e ha inaugurato la sesta edizione, ospitando le testimonianze di ex allievi che oggi ricoprono incarichi di responsabilità in alcuni dei più importanti centri mondiali (dal Niguarda di Milano a quelli di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti).

Come testimonial di eccezione, l’uomo pesce Enzo Maiorca e la figlia Patrizia, anch’essa primatista e record woman mondiale per essere scesa in apnea a – 47 metri. “Con questo master – sottolinea il direttore Vincenzo Lionetti, docente di anestesiologia alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – formiamo una nuova categoria di medici, i ‘medici degli abissi’, impegnati a dedicarsi alla salute di uomini che, per lavoro o per pratica sportiva, sono esposti ad un alto rischio o le cui patologie vedono l’ultima chance nella strategie terapeutica iperbarica, un approccio a basso costo. Offrire alta formazione nel settore, significa aiutare a prevenire e a garantire sicurezza all’interno degli ambienti sottomarini e nella camera iperbarica, formando figure professionali titolate a lavorare in più contesti, dalla Marina alle piattaforme petrolifere fino alla direzione di un impianto iperbarico”.

Fra le testimonianze degli ex allievi quelle dei medici ancora attivi nelle acque dell’isola del Giglio, dove è naufragata la Concordia e dove le operazioni di bonifica ambientale proseguono anche dopo la rimozione dedl relitto. A sorvegliare sulla salute di sommozzatori e tecnici specializzati è proprio un gruppo di medici del Master in medicina subacquea e iperbarica.

“Una parte importante dell’Istituto di Scienze della Vita della Sant’Anna e dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa – aggiunge Vincenzo Lionetti – si trova operosa sui fondali del Giglio, grazie alle nostre attività di alta formazione che diventano fonte inesauribile di competenze al servizio del cittadino e dell’ambiente attraverso i nostri allievi. Grazie al loro contributo il problema dell’inquinamento ambientale e della salute in quell’area è stato aggredito con efficacia e soprattutto vengono salvaguardati tutti quei lavoratori che, una volta spenti i riflettori, continuano a bonificare l’area e che hanno necessità di essere ‘difesi’ da quelle insidie rappresentate, ad esempio, dalle malattie da decompressione, dagli incxidenti subacquei e dalle patologie che devono essere trattate con ossigeno iperbarico. Una vera dimostrazione di grande professionalità tutta italiana – conclude Lionetti – nei momenti che continuano ad essere difficili, anche se il relitto è ormai lontano”.

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