Magazzino Conad verso ampliamento, cittadini preoccupati foto

L’aspetto che mette tutti d’accordo sono gli errori del passato: i tanti difetti di un polo logistico realizzato a suo tempo, evidentemente, con troppa superficialità, come evidenziato anche dal nuovo dirigente all’urbanistica Fausto Condello. Nelle intenzioni dell’amministrazione, però, l’idea è quella di sfruttare il progetto di ampliamento presentato da Conad per risolvere alcune criticità, a vantaggio della viabilità e in generale dell’intera area industriale di Fontanelle.

Sono tanti, tuttavia, i dubbi emersi dai cittadini nella consulta di Capanne riunita ieri sera, 22 febbraio, nei locali del cinema-teatro. Preoccupazioni legate al traffico, al rumore, ma anche all’impatto visivo e alla ricaduta idraulica di un polo destinato a crescere negli spazi e nelle dimensioni. Il tutto legato inevitabilmente ai problemi del vicino svincolo fipili di Montopoli, altro grande errore ereditato dal passato, che rappresenta però una partita a sé probabilmente ancor più complessa.

I lavori in corso: le “torri” logistiche
Ma partiamo da Conad, dal maxi progetto di ampliamento che punta a trasformare il magazzino di Fontanelle nel principale snodo logistico del gruppo a servizio del centro Italia. Ad inaugurare il piano, è stata in estate una dichiarazione d’inizio attività, con la quale Conad del Tirreno annunciava l’avvio dei lavori, attualmente in corso, per la realizzazione di un nuovo volume lungo il fianco sinistro dell’attuale capannone: una struttura di carico e scarico interamente meccanizzata, che sarà ospitata in due specie di “torrioni” sul lato ovest del magazzino. Due strutture larghe 25 metri per una profondità di 72,5, con un’altezza di ben 26: praticamente il doppio rispetto all’attuale magazzino. “Un obbrobrio” l’ha definito un cittadino, lamentando il forte impatto visivo che la struttura avrà su tutto il territorio circostante. “Una struttura, tuttavia, in linea con le previsioni del piano regolatore approvato nel 2013”, ha sottolineato l’architetto Fausto Condello.

Il progetto complessivo
“Partendo da questi lavori – ha raccontato il sindaco Giovanni Capecchi – abbiamo colto la palla al balzo per chiedere a Conad quel era il progetto d’intervento globale, anche per sapere come intendevano eliminare quelle disfunzioni che da tempo affliggono l’area. Così Conad ci ha presentato un progetto di massima, in via preliminare, al quale dovrà seguire poi un piano particolareggiato”. Illustrato dall’architetto Condello, il piano si compone di due nuove aree di espansione, una est e una a ovest dell’attuale magazzino (che si chiameranno appunto “comparto ponente” e “comparto levante”).
Sul lato est è prevista la costruzione di un nuovo magazzino da 9mila metri quadri dedicato soprattutto alla parte del fresco, che sarà dotato di un ingresso autonomo su via Kennedy, di fronte alla stazione ecologica. Sul lato ovest, invece, nascerà una grande area a parcheggio nella parte più vicina alla strada, mentre tra il parcheggio e la ferrovia è prevista la costruzione (ancora tutta da valutare) di un nuovo capannone da 4-5mila metri quadri.
A cambiare completamente sarà soprattutto la viabilità. L’attuale ingresso sulla provinciale Romanina scomparirà, mentre nascerà una nuova rotatoria all’incrocio tra la provinciale e via Fonda, che farà da ingresso e uscita per tutti i mezzi in transito dal magazzino Conad: dalla rotatoria, i mezzi entreranno nell’area parcheggio sul lato ovest dello stabilimento, senza più sostare lungo la provinciale in attesa di essere chiamati. In questo modo, la viabilità a servizio del magazzino sarà separata dalla viabilità pubblica, fatta eccezione per i tir che proseguiranno fino alla rotatoria di via Kannedy per raggiungere il nuovo magazzino del fresco.

Traffico e rumore
Il sindaco Capecchi ha precisato che, sulla base del progetto preliminare, “sarà aperta desso una trattativa con Conad per rivolvere i problemi dell’area. L’obiettivo – ha detto – è arrivare ad un accordo chiedendo in cambio strade e parcheggi”. Ma sono tante le perplessità lamentate dai cittadini: problemi che riguardano in parte il tratto della provinciale Romanina adiacente al complesso Conad, ma che più in generale abbracciano l’intera viabilità tra la superstrada e la zona industriale di Fontanelle.
Innanzitutto il problema del traffico, anche se Capecchi ha spiegato che l’ulteriore aggravio di mezzi pesanti sarà di soli 30 veicoli in più al giorno, in aggiunta ai circa 300 che mediamente raggiungono il magazzino Conad. Stime che comunque non hanno tranquillizzato gli abitanti: “Perché già oggi la situazione è insopportabile. D’estate è impossibile dormire”. Un problema, quello acustico, che il comune di Montopoli proverà a limitare chiedendo a Conad la realizzazione di barriere naturali anti-rumone: “L’idea è quella di costruire una sorta di arginatura – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Varallo – che divida la provinciale dalla futura strada di accesso e il parcheggio del magazzino, in modo da limitare il rumore e la dispersione delle polveri”.
Altro tema caldo quella della regimazione idrica, rispetto ad un progetto che, secondo alcuni cittadini, rischia di aggravare la situazione già precaria prodotta proprio dall’attuale magazzino. L’architetto Condello ha spiegato che tutti gli aspetti legati alla sicurezza idraulica saranno opportunamente valutati con il progetto definitivo.

Lo svincolo da rifare
Inevitabilmente, però, la discussione si è spostata di continuo sui problemi dello svincolo fipili, nonostante l’invito di Varallo e Condello e non mischiare le due questioni. Maria Vanni, ad esempio, consigliere del gruppo Progetto Insieme, ha suggerito di investire Conad della sistemazione dello svincolo. “Con il progetto di Conad puntiamo a risolvere i problemi di quel tratto di provinciale – ha risposto Varallo – mentre l’uscita della superstrada è una questione più vasta per la quale ci siamo già incontrati anche con la regione.
Il tema, però, è più che mai sentito, soprattutto tra chi vive a ridosso dell’uscita, come Mario Ferrucci, l’imprenditore che un anno fa aveva conteggiato e misurato, con appositi strumenti, tutti i veicoli in transito dall’uscita. Risultato: una media di 15mila veicoli al giorno e centinaia di sforamenti per il rumore. “Ogni volta che passa un tir i valori misurati dal fonometro superano i parametri della classe 4 prevista per questa zona. E ogni giorno i tir sono più di 500. Senza dimenticare che stiamo parlando di uno svincolo a ridosso di un centro abitato, che non ha possibilità di essere attraversato a piedi o in bicicletta”.
Problemi che l’amministrazione, hanno spiegato Capecchi e Varallo, hanno già portato all’attenzione della regione, attraverso un incontro di pochi giorni fa con l’assessore alla viabilità Vincenzo Ceccarelli: “Si tratta di una svincolo di rilevanza regionale – ha sottolineato il dirigente Condello – che va quindi ben al di là delle competenze del nostro comune. Uno svincolo progettato e realizzato anni fa da Anas, che per prima ha ammesso di aver sbagliato. Per questo abbiamo investito la regione per dare priorità al rifacimento dell’uscita di Montopoli, perché se attendiamo i tempi del piano antirumore lungo le uscite della fipili, rischiamo tra 25 anni di essere ancora qui a parlarne.

Giacomo Pelfer

 

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