Nuovo statuto, Ricostruiamo denuncia: referendum vani foto

“Fino ad oggi abbiamo chiesto ai cittadini di avere pazienza, dicendo che stavamo lavorando per modificare lo statuto. Alla luce dell’ultima bozza che ci è stata presentata, però, non ce la sentiamo più di difendere questa tempistica”. A parlare è Flavio Baldi, capogruppo di Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli, che interviene insieme ai colleghi in consiglio per denunciare un iter, quello per il nuovo statuto comunale, scaduto un anno fa, che non convince l’opposizione su almeno tre punti. Questioni che a detta di Ricostruiamo rischiano di vanificare lo strumento del referendum deludendo le attese dei cittadini.

Da tempo, infatti, si parla a Santa croce di un referendum sull’installzione delle telecamere, ma la bozza proposta dagli uffici comunali contiene delle modifiche al vechio statuto che i consiglieri di Ricostruiamo considerano inammissibili. Modifiche che i due consiglieri presenti nella Commissione per la revisione dello Statuto, Marco Rusconi e Flavio Baldi, hanno chiesto di rivedere. “Al momento, però, la risposta è stata negativa – spiega Rusconi – e per questo ci è sembrato opportuno informare i cittadini”.
La prima modifica contestata è relativa all’articolo che stabiliva il valore vincolante, entro 60 giorni, dell’esito di un eventuale referendum, presente nel vecchio documento ma sparito nella nuova bozza. “Alla luce di questo – riprende Rusconi – ci chiediamo se il risultato non sarà quello di depotenziare lo strumento del referendum”. “E questo – aggiunge il capogruppo Baldi – nonostante avessimo suggerito di mantenere il valore vincolante entro una cifra massima di investimento a carico del comune”.
Al secondo punto, il voto esteso a tutti i residenti che abbiano compiuto 16 anni di età, senza bisogno della cittadinanza italiana. Un’estensione che secondo Ricostruiamo è solo un strategemma per alzare l’asticella del quorum. “La nostra non è una posizione contro gli stranieri – precisa Baldi – ma perché riteniamo che la prerogativa del voto debba essere mantenuta tra chi è iscritto nelle liste elettorali, eventualmente estendibili fin dai 16 anni, per avitare di intralciare il referendum con l’innalzamento della soglia del quorum”.
Infine, terzo punto ontestato, l’obbligo per il comitato referendario, di indicare fin da subito le modalità di finanziamento per l’attuazione della proposta referendaria in caso di esito positivo. “Siamo contrari – dice Rusconi – prima di tutto perché la maggior parte dei cittadini fanno altro nella vita e non si può pretendere che conoscano il funzionamento della macchina comunale, ma anche perché potrebbe succedere l’esatto opposto, ovvero che delle persone preparate possano costringere l’ente a dirottare risorse mettendo in difficoltà altri capitoli di spesa”.
Passaggi, quindi, che secondo Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli rischiano di vanificare la richiesta di telecamere come di altri eventuali temi cari ai cittadini. “Per questo – dice Quirici – data la difficoltà che incontriamo spesso a spiegare all’esterno quello che facciano, ci è sembrato giusto intervenire per spiegare cosa è stato fatto e cosa stiamo facendo. Abbiamo così deciso di esternare fuori dal tavolo lo stato di questa discussione, soprattutto in relazione alla richiesta delle telecamere”.
La decisione sul nuovo statuto dovrà essere presa nei prossimi giorni con la convocazione dell’apposita Commissione. “La sensazione è che la maggioranza voglia allungare i tempi – sostiene la consigliera Antonella Meropini – in modo da arrivare all’ultimo anno di legislatura per poi non far niente”. 

Il coinvolgimento dei commercianti
E proprio in relazione al tema telecamere, il gruppo di Ricostruiamo annuncia anche l’avvio di un questionario fra tutti i commercianti, al fine di stilare proposte e idee concrete di rilancio, nella convinzione che le telecamere da sole non possano bastare. “Come abbiamo spiegato fin dalla campagna elettorale – afferma Quirici – riteniamo che le telecamere siano solo uno strumento, ma che da sole non possano bastare a rilanciare il commercio e soprattutto il centro storico. Crediamo che servano delle scelte capaci di recuperare la fiducia e la voglia dei cittadini di tornare nel centro storico. Per questo andremo con un questionario in tutti i negozi di Santa Croce e Staffoli per poi proporre un progetto all’amministrazione comunale”.

La legittima difesa
I consiglieri di Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli, infine, tornano a ricordare ai cittadini di recarsi in comune per sostenere la legge d’iniziativa popolare sulla legittima difesa. Il gruppo ha anche stampato un volontano che sarà distribuito in questi giorni in attività ed esercizi di Santa Croce.

Giacomo Pelfer


 

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