S.Croce, Conservi:”L’idrovora di Aquarno non ha funzionato” foto

L’acquazzone di questa mattina ha messo ancora una volta in difficoltà la viabilità di Santa Croce. Strade allagate in diversi punti della cittadina conciaria, sommerse da alcuni centimetri d’acqua che hanno costretto l’amministrazione a chiudere al transito alcuni tratti fino alla tarda mattinata.

Le situazioni peggiori si sono verificate in via del Bosco, via San Tommaso e via Amendola, dove già dalle 8 di stamani le strade si erano straformate in torrenti, tanto da spingere l’amministrazione a convocare il tavolo della protezione civile per decidere quali  tratti chiudere al traffico. Nel corso della mattinata, infatti, sono stati chiusi alla circolazione un tratto di via del Bosco,  tra via Buozzi e via della Pesa, altri due tratti in via San Tommaso (davanti a Poteco e nel tratto tra via Cavour e via Morandi), insieme a via 25 luglio, via Grandi e via Toscana,  che sono stati ripaerti alla circolazione gradualmente tra le 12 e le 13,30.  
Nella tarda mattianta la protezione civile di Santa Croce sull’Arno è anche dovuta intervenire per una cantina allagata in via Cavour vicino al municipio. I volontari hanno liberto lo scantinato con le idrovore.

“Da questa mattina abbiamo attivato il tavolo della protezione civile – spiega l’assessore Piero Conservi -. Il problema, purtroppo, è sempre lo stesso: la vecchia rete fognaria è troppo piccola, incapace di far defluire l’acqua appena piove con una certa intensità, mentre i canali e l’antifosso di Usciana sono troppo bassi per farla defluire”.
La situazione di stamani, infatti, a detta dell’assessore, avrebbe anche messo in luce le pecche del nuovo impianto idrovoro realizzato all’interno di Acquarno nel 2014, progettato proprio con l’obiettivo di convogliare le acque del canale Collettore direttamente in Usciana, in modo da alleggerire i canali e le condotte di Santa Croce in occasione di temporali e acquazzoni. Una sorta di bypass, realizzato dal Consorzio di bonifica con un investimento da 600mila euro che, a quanto pare, ha già bisogno di correttivi. “Come avevo già fatto notare al consorzio di bonifica e al consorzio depuratore – spiega Conservi – la camera dello sfioratore che dovrebbe mettere in funzione l’idrovora è troppo alta rispetto al livello dell’antifosso. In pratica, il punto di ingresso dell’acqua è ad un livello troppo elevato, e in queste condizioni l’impianto risulta di fatto inutile. Per correggere l’errore, basterebbe secondo me realizzare delle nuove bocchette di entrata, in modo che l’acqua dell’antifosso possa entrare nell’impianto ed essere scaricata in Usciana, alleggerendo così il  livello dei canali. Depuratore e consorzio di bonifica hanno preso atto di questa situazione; adesso attendiamo una risposta con l’obiettivo di poter realizzare queste opere di adattamento”.

Giacomo Pelfer

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