La ricchezza di Peccioli viene dall’immondizia

di Riccardo Cardellicchio

Aveva lasciato, una ventina di anni fa, Renzo Macelloni sindaco di Peccioli, impegnato nell’ampliamento della discarica in frazione Legoli e ora lo ritrovava, ancora una volta sindaco di Peccioli, sempre alle prese coi rifiuti, che portavano un sacco di soldi nelle casse del Comune, tanto che si poteva permettere cose soltanto sognate dagli altri Comuni.
Monnezza, lo soprannominò Claudia Riconda nel 2002, in un articolo sul quotidiano Repubblica. Poi finito nel libro di lei ‘Le vite nuove’, pubblicato da Limina nel 2004. Cerca il libro. Lo trova. Non ricordava che avesse la prefazione di Margherita Hack, sì proprio lei, la scienziata morta da qualche tempo. La quale affermava, tra l’altro, che il libro ‘si dovrebbe far leggere nelle scuole’ , in quanto “c’è un’attenzione per i più deboli e i diseredati che è rara”.
Per la verità, non vedeva Macelloni tra i deboli e i diseredati. Piuttosto, tra i ribelli e i potenti. Non avrebbe avuto dubbi, novello Dante… sic…, su quale ‘girone’ scegliere per Macelloni.
Claudia Riconda racconta Macelloni con certa simpatia, non priva di una vena umoristica. Lo definisce l’uomo del miracolo monnezza, miracolo per Peccioli, cinquemila abitanti o poco più, paese della Valdera, sommerso da un mare di quattrini.
‘Dieci miliardi di vecchie lire l’anno l’incasso – scrive Riconda – cinque che vanno per gestione e cinque che restano nelle casse comunali. Perché la Belvedere spa, la società che gestisce la discarica, è praticamente pubblica: 80 per cento al Comune, 20 per cento azionariato diffuso, nelle tasche degli abitanti di Peccioli, sei su cento hanno comprato le azioni e ora ci pagano le vacanze d’estate’. Fin qui Claudia Riconda.
Macelloni non è ben visto dalla sinistra. Qualcuno arriva a dire che la sua scelta è di destra, dal momento che non pensa al futuro. Oggi gli abitanti di Peccioli sono contenti, venerano Macelloni… ma domani, quando non sarà più tempo di discariche? Peccioli si troverà con le pive nel sacco. La frazione Legoli e la campagna intorno sfatte da quelli che vengono definiti novelli barbari. Non è così – aggiungo e lui concordava – che s’amministra un Comune… non si può farlo diventare la pattumiera della regione, mettendo a repentaglio la salute della gente, per i soldi. Chi lo ha fatto, ne ha pagate le conseguenze.

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