Rugiati ambasciatore del Made in Italy per Cuoio di Toscana foto

C’è anche il cuoco santacrocese Simone Rugiati. Insieme all’attrice Caterina Murino, al musicista Francesco Tristano e a tanti altri, fa parte di un cortometraggio dedicato alle maestranze del Made in Italy di artigianato, moda e design, girato da lunedì 15 maggio a Firenze e dintorni. Il corto nasce per la promozione di Cuoio di Toscana, consorzio leader nella produzione di cuoio da suola, con quote di mercato pari al 98% della produzione italiana e ad oltre l’80% di quella europea.

 

Il cortometraggio, da una idea di Michele Pecchioli (Aria Adv), per la regia del collettivo ToGuys, al secolo Alessandro De Leo & Alex Avella, ancora dal titolo provvisorio, è realizzato a un anno di distanza da Niente per caso, presentato allo scorso Festival di Venezia. Vede nel ruolo principale l’attrice cagliaritana Murino ambasciatrice per il 2017 del brand. Al primo ciak a Firenze lunedì 15 maggio seguiranno tre giorni di riprese in location d’eccezione che rappresentano il meglio del design e della moda italiana: dal negozio di calzature su misura dove lavora l’artigiano della scarpa, al barbiere retrò che torna sul mercato con tagli e storie da raccontare. Da cornice la Toscana e i suoi parchi e paesaggi naturali.
Nel cast, insieme a Murino saranno presenti personalità illustri del mondo della moda, della danza, del food e della musica come i danzatori della celebre compagnia fiorentina Opus Ballet, i maestri della scarpa su misura Mario Bemer e Mattia Capezzani, il presidente di Assomoda Giulio di Sabato.
“Siamo orgogliosi di girare un nuovo film per diffondere la bellezza del made in Italy nel mondo – ha detto oggi sul set il presidente di Cuoio di Toscana Antonio Quilici -. Vogliamo infatti promuovere il nostro marchio raccontando l’alto artigianato italiano, con testimonial quali la bravissima e bellissima attrice Caterina Murino, Simone Rugiati, cuoco di nuova generazione noto al grande pubblico, Francesco Tristano, grandissimo pianista e musicista elettronico, il corpo di danza Opus Ballet e Mario bemer, eccellente produttore di scarpe handmade”.
“Nel film – aggiunge Michele Pecchioli, ideatore del film – cercheremo di rendere la meraviglia del fare le cose a mano, di produrre manufatti pregiati con il gusto dell’artigianato e l’amore per la qualità. In 5 episodi la nostra protagonista incontrerà personaggi straordinari, reali, che con le loro mani e il loro genio producono delle cose per le quali sono notissimi”.

 

“Il film – spiega l’attrice Caterina Murino – segue una ricerca delle origini, quelle da cui traiamo le nostre forze per andare nel mondo. E’ questo che Cuoio di Toscana vuole raccontare: dietro le scarpe meravigliose prodotte dai più grandi stilisti e marchi della moda c’è un lavoro artigianale rimasto immutato nei secoli, quello della tradizione toscana. Questa volta non interpreto Anna, la protagonista di Niente per caso, ma una sorta di Alice che si muove in un paese delle meraviglie dove è protagonista non solo il cuoio, ma tutta l’eccellenza italiana”. Riguardo ai progetti futuri anticipa: “Non parlo mai di quello per cui sto lavorando, ma posso rivelarvi che a fine anno uscirà un nuovo film, ‘Il manoscritto trovato a Saragozza’ per la regia di Alberto Rondalli”.

“Io il made in Italy ce l’ho tatuato addosso – continua Simone Rugiati -. Ho sempre detto che se si parte da una materia prima buona bisogna lavorarla poco per ottenere un prodotto d’eccellenza e questo vale in cucina come in tutti gli altri campi. Quando si parla di un prodotto di qualità lavorato artigianalmente, che ha una storia dietro come la maggior parte dei prodotti italiani, si rimane leader finché si mantiene questo tipo di filiera: bisogna chiedere il top per poter proporre il top sul mercato, le cose di qualità non scadono mai. In generale credo che oggi nella cucina in Italia ci sia un obbligatorio ritorno alle origini: la cucina rimane la stessa, cambiano le mode, cambia la tecnologia applicata al food, ma non dobbiamo dimenticarci degli ingredienti. Ci vuole tanto amore quando si parla di piatti tradizionali. Sono orgoglioso di essere toscano e questo per l’estero è un valore altissimo. Viva la Toscana”.
Al centro della trama sarà la manifattura, l’artigianalità e l’importanza del ritorno a uno stile di vita lento, quasi meditativo. La bellezza delle dita che si muovono e creano opere d’arte, nella cucina come nell’artigianato, nella danza, nella cura della persona, nella musica, è il fil rouge che accompagnerà Caterina Murino in un percorso tra scenari sempre diversi che si aprono uno dietro l’altro, in una sorta di sliding doors, per raccontare il percorso di vita della protagonista.

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