Sicurezza nel Cuoio, la Cgil: “Difendiamo quella del lavoro”

Interviene anche la Cgil del distretto sul tema sicurezza, che in questi ultimi tempi, anche a seguito delle due manifestazioni che si sono tenute a Santa Croce (leggi e leggi) entra di forza nel dibattito politico di zona.

“Anni fa quando si parlava di sicurezza lo si faceva pensando alla sicurezza di avere un impiego, a quella contro gli infortuni sui luoghi di lavoro, sicurezza nell’avere un ammortizzatore sociale in caso di perdita del posto, alla casa, alla salute insomma alla sicurezza intesa come diritti sociali derivanti dai principi e dai valori della Carta Costituzionale e quindi fondativi del paese” dice la segretaria di zona della Cgil Tania Benvenuti. “Sempre più il termine sicurezza, anche nella nostra zona, viene invece evocato nell’accezione securitaria e quindi nel senso di ordine pubblico. La cosa più strana è che lo si fa nonostante i dati sui reati siano costantemente in calo, come ha ribadito recentemente anche il Questore di Pisa, e non è perchè calino le denunce, quello che aumenta sono le truffe agli anziani purtroppo. Questi ultimi dieci anni di crisi nei quali, come l’Istat conferma, sono aumentate le diseguaglianze e si è allargato il divario tra le classi sociali, le famiglie si sono sempre più impoverite (soprattutto quelle formate da immifrati), i govani non trovano sbocchi occupazionali e se li trovano sono fortemente precarizzati e costretti a rimanere in famiglia. In questo contesto i pensionati rappresentano semprep più un ammortizzatore sociale nel sostentamento dei figli e nipoti. Proprio per questo ci dovrebbe essere maggiore richiesta anche da parte della politica di quella sicurezza sociale che in questi anni è venuta meno anche in questa zona, nonostante il distretto abbia retto più di altri la crisi (grazie all’esport). C’è invece chi preferisce parlare di altro, di trovare un capro espiatorio magari negli immigrati, ormai diventati il bersaglio di un facile populismo che porta solo ad una guerra tra poveri. Noi pensiamo che il territorio del distretto abbia però anticorpi per non cadere in facili e pericolose soluzioni, perchè è un territorio ad alta propensione immigratoria da sempre. Lo abbiamo visto recentemente con la raccolta firme sui nostri referendum, una grande percentuale delle migliaia di persone che firmavano sui documenti vedevamo che erano nate in Campania, in Sicili, in Calabria. Tutta gente venuta nel distretto tra gli anni ’60 e ’80, successivamente è iniziata la fase migratoria da altri paesi come Senegal, Marocco e paesi dell’est Europa. questi fenomeni migratori hanno consentito a questo distretto di essere quello che è oggi ovvero un autentico Made in Italy che vee pochi eguali, e questo lo dobbiamo a chi in questi anni è andato a ricoprire le mansioni più disagiate e pesanti, lavorazioni che altrimenti sarebbero finite all’estero e che invece sono rimaste nel territorio producendo ricchezza, e sarebbe utile che anche le parti datoriali intervenissero su questo tema”.

Un tema, quello della sicurezza nel suo legame con l’immigrazione, che sarà affrontato prossimamente anche in un evento organizzato da Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista il prossimo 1 giugno proprio a Santa Croce, al circolo Arci “Primavera”, come annunciato dallo stesso movimento ieri in occasione della visita di Pierluigi Bersani a Montopoli (leggi). (g.p.)

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