Migranti a San Romano, Capecchi: ‘Mancano i requisiti’

“Gli immobili individuati, secondo noi, non posseggono i requisiti essenziali per ospitare 24 persone e a maggior ragione non li possedevano neanche al momento della partecipazione al bando di gara. Pertanto abbiamo contestato al gestore di questa struttura la mancanza di abitabilità, perché al momento dell’ingresso dei migranti e a tutt’oggi la struttura è ancora allo stato di cantiere”. Lo riferisce il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi dopo i controlli della polizia municipale a San Romano, nell’edificio adibito ad accoglienza profughi (qui Migranti a San Romano, scatta il controllo della municipale).

“Con l’ inserimento di un così alto numero di persone e con le modifiche apportate, i due appartamenti che avevano finalità residenziali, hanno assunto caratteristiche ricettive senza alcuna autorizzazione in merito”, spiega ancora Capecchi. Non una levata di scudi contro l’accoglienza, ci tiene a precisare, poiché “Il comune di Montopoli in Val d’Arno è tradizionalmente un comune accogliente: abbiamo iniziato a ospitare migranti già nel 2011 a seguito della crisi tunisina nel 2014 quando la situazione migratoria attuale si poteva solo immaginare, abbiamo accolto ben 25 migranti e da allora ad oggi abbiamo continuato ad accogliere in collaborazione con la Società della salute, la cooperativa La Pietra d’ Angolo e la Prefettura di Pisa fino a raggiungere ben 60 presenze sul territorio, praticamente un profugo ogni 185 abitanti, abbondantemente al di sopra delle così dette quote Anci cioè dell’accordo stipulato tra Anci e Viminale in materia di accoglienza. Dal 2014 ad oggi abbiamo affinato le nostre tecniche di ospitalità arrivando alla conclusione che l’accoglienza diffusa sul territorio, cioè in piccoli gruppi, fosse il metodo migliore, il tutto attraverso la preziosa opera dei gestori che hanno sempre svolto il loro compito in modo esemplare offrendo ai migranti oltre che ospitalità e supporto anche tutte le attività previste. Questa procedura, ormai collaudata, si è interrotta quando a seguito di un bando indetto dalla Prefettura di Pisa sono stati collocati sul territorio del comune di Montopoli in val d’ Arno, inaspettatamente e senza alcun preavviso, 24 migranti ospitati in due appartamenti rispettivamente di circa 90 metri quadrati ciascuno. Al di là del metodo che non condividiamo assolutamente perché siamo fermamente convinti che per collocare persone sui territori sia indispensabile il coinvolgimento degli enti locali, crediamo inoltre che tutta la vicenda presenti alcune problematiche fin dal suo inizio”.
“Se queste incongruenze – conclude Capecchi – sono evidenti attualmente a maggior ragione erano presenti al momento della partecipazione al bando di gara che prevedeva fin da subito il possesso dei requisiti di agibilità ed abitabilità, per questo ci riserviamo di chiarire anche questi aspetti. Il nostro intento non è certamente di respingere queste persone ma al contrario di accoglierle in modo dignitoso, come abbiamo sempre fatto, mettendo al centro della nostra azione l’uomo e non il profitto”.

 

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