Toti sui Tafferugli: ‘Chi ha sbagliato deve pagare’

Potrebbero esserci anche alcuni richiedenti asilo gestiti da una cooperativa a Montopoli al centro del tafferuglio che ha interessato il centro storico di Castelfranco nel pomeriggio di domenica. A dirlo in consiglio comunale il sindaco Gabriele Toti, che proprio oggi (1 agosto) invierà una missiva all’organizzazione al fine di identificare i responsabili dell’alterco che nel tardo pomeriggio ha messo in allarme i residenti di via Verdi e del quartiere della Badia, dove ha sede la saletta parrocchiale presa in carico dagli organizzatori della festa, dopo un intero pomeriggio di musica ad altro volume sfociato, in tarda serata, in un scontro fra giovani stranieri a colpi di cinghia e bottigliate (leggi). Fatti nettamente condannati dall’amministrazione comunale.

“Ho sentito varie ricostruzioni e speculazioni politiche. Ho provato a ricostruire, perché prima di dire qualcosa in consiglio si deve avere cognizione di cosa è successo” ha detto il sindaco. “Si parla di qualche decina di persone di fuori comune: stranieri, cattolici. Quanto avvenuto comunque è assolutamente grave e proprio per questo ho chiesto alla cooperativa interessata una relazione puntuale di quanto è avvenuto. Nel caso vi siano coinvolti richiedenti asilo della cosa si dovrà renderne conto. Per me chi ha comportamenti irrispettosi fa un pessimo servizio all’accoglienza. Di tutto ciò verrà informata anche la Prefettura”.

Intanto emergono nuovi elementi per capire quello che è successo domenica, dove l’intervento dei Carabinieri non ha portato comunque a denunce o fermi. “La festa ha preso una pessima piega intorno alle 19,30, anche se per tutto il pomeriggio, da come si è capito, vi è stato un serio problema con la musica a tutto volume” racconta l’assessore al sociale Antonio Bertoncini, fra i primi ad intervenire sul luogo e chiamare i Carabinieri. “Verso le 19,30 si è sentito un urlio e dopo c’è stato un fuggi fuggi generale. Alcuni dei ragazzi coinvolti se la sono data a gambe ed altri li rincorrebano. Il numero delle persone intorno alla saletta in quel momento era abbastanza importante, dalle 50 alle 100, più o meno. Quando sono arrivato lì c’era una maglietta insanguinata. Dopo, quando si sono calmate le acque abbiamo potuto ricostruire le cose anche con le forze dell’ordine, ma una situazione del genere è molto grave”.

Insorgono invece le opposizioni, da Aurora Rossi ai Cinque Stelle. “Credo che in un posto come quello, la saletta parrocchiale, dovrebbero esserci solo il catechismo. Non è possibile andare avanti così: la gente ha paura – ha detto Rossi. – Sulle prime ho pensato di imputare il tutto alla persona che ha la chiave, pensando che don Ernesto non sapesse di tutto questo. Poi, parlando con molte persone, ho capito che è abbastanza comune l’affittare il locale a persone che ne fanno un uso che io, personalmente, ritengo improprio. Se venisse fuori che sono coinvolti anche dei richiedenti asilo sarebbe molto grave: se questa gente vuol venire nel nostro paese dovrebbe avere molta educazione e invece l’unico modo in cui si esprimono spesso è la pura e semplice prepotenza: chi ha sbagliato deve tornare nel suo paese, qui non è ben accetto”. 

Nilo Di Modica

 

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