Via la borsa con l’incasso di Gemignani Tartufi foto

È stata questione di un attimo. Giusto il tempo di sentire la sportello posteriore che si apre e si richiude, per poi vedere la ragazza salire in auto e sgommare via, portandosi dietro la borsa con l’incasso di un’intera giornata di lavoro. È un colpo da maestri quello messo a segno mercoledì a Balconevisi, nella frazione del comune di San Miniato dove una giovane donna, arrivata a bordo di un’auto guidata da un complice, ha rubato la borsa ad una coppia che aveva appena parcheggiato la propria vettura in piazza Primo Maggio, nel cuore del paese.

Vittima del furto è Leonardo Gemignani, socio del noto marchio Gemignani Tartufi, proprietario del punto vendita in via Conti a San Miniato. Come altre sere, Gemignani e la moglie stavano rientrando dal negozio per tornare a casa, in via del Castello a Balconevisi, dopo aver infilato nella borsa il sacchetto con l’incasso della giornata. “Chissà, magari è solo una nostra sensazione – racconta l’uomo – ma ripensandoci è possibile che ci abbiano seguito fin dall’inizio. Durante il tragitto ci siamo fermati a prendere un po’ d’acqua al fontanello di Molino d’Egola e subito dietro di noi si è fermata un’auto da cui è scesa una ragazza che ha riempito solo una piccola bottiglia da mezzo litro. Questa cosa mi è sembrata un po’ strana ma sul momento non c’ho fatto troppo caso”.
Una volta arrivato a Balconevisi, intorno alle 20, Gemignani ha parcheggiato l’auto in uno degli stalli di piazza Primo Maggio, seguito da una Panda e subito dopo da una station wagon che si è fermata all’ingresso della piazza, proprio di fronte all’osteria Il Papero. “A bordo c’erano un uomo e una ragazza, probabilmente italiana, che non avrà avuto più di 25 o 30 anni, forse la stessa che avevamo incrociato al fontanello – riprende Gemignani -. Mentre lei è scesa dall’auto, lui si è spostato con la macchina all’uscita del parcheggio”. Ed è a quel punto che è scattata l’azione, decisa e fulminea, tipica di chi sa perfettamente come agire. “Io ero già sceso dalla mia parte, mentre mia moglie stava facendo lo stesso dalla sua. In quell’istante abbiamo sentito battere lo sportello posteriore, quello alle spalle del passeggero. Mia moglie ha iniziato a gridare ma quando mi sono voltato la ragazza era già salita a bordo della macchina, che è partita di corsa in direzione di via Buecchio ed è sparita. Sul momento rimani spiazzato, senza neppure renderti conto di cosa è successo. Ho provato a scendere giù da via Castello per tagliargli la strada ma non li ho più rivisti”.
A confermare l’azione pianificata è stato anche il ritrovamento della borsa, avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, quando un automobilista l’ha notata in un fosso nei pressi del cimitero del paese, a poche centinaia di metri dal luogo del furto. Quando incontriamo Gemignani in piazza Primo Maggio, del resto, appare decisamente sollevato: dentro la borsa ci sono ancora il cellulare, i documenti e l’agenda della moglie. A mancare è solo il sacchetto con l’incasso del negozio. “Diciamo che ci possiamo accontentare” scherza Gemignani, all’indomani di un furto che ovviamente lascia il sapore della beffa, con la sgradevole sensazione di essere stati osservati e probabilmente seguiti. “Dietro di noi c’era anche un’altra auto – sottolinea l’uomo – ma la ragazza è venuta dritta verso di noi sapendo bene quale sportello aprire”. Del furto, ovviamente, sono stati subito informati i carabinieri della compagnia di San Miniato, con i quali è stata formalizzata la relaativa denuncia.

Per il comprensorio, quanto accaduto a Balconevisi segue di pochi giorni alcuni furti con destrezza messi a segno a Ponte a Egola e a Santa Croce (qui Giovani, carini e ladri: un colpo al giorno creando caos). Ad agire, in entrambi i casi, era stata una coppia a bordo di un’auto: mentre l’uomo fa il palo pronto a ripartire, è la donna, generalemente descritta come gentile e avvenente, a scendere dalla vettura per mettere a segno il colpo.

Giacomo Pelfer

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