Morti di lavoro, Cgil annuncia mobilitazione foto

“Stanno ancora facendo gli accertamenti e ci sono già stati scioperi sia a Empoli che a Pontedera. Alla Revet si verificano spesso infortuni e la proprietà scarica sempre la responsabilità sui lavoratori”. Lo dice la Cgil, in un incontro che arriva dopo i due infortuni sul lavoro di ieri 5 ottobre, uno dei quali mortale (Incidenti sul lavoro: morto 46enne di Empoli, grave 40enne a Terrafino), arrivati mentre ancora le lacrime per Fabio non si sono asciugate (Muore schiacciato da una pressa operaio di Montopoli). Morti di lavoro, mentre altri il lavoro lo perdono o non lo trovano. Una situazione pesante da un po’, che ora, secondo la Cgil dell’Empolese Valdelsa, è diventata insostenibile.

“Chiediamo un tavolo di confronto permanente con tutte le associazioni datoriali e le istituzioni, per la definizione di un protocollo che faccia passi in avanti rispetto allo stato attuale relativo alla prevenzione e alla sicurezza sui luoghi di lavoro” hanno annunciato Sergio Luschi, coordinatore Cgil empolese valdelsa, Edmon Velaj (Filctem), Giuseppe Dentato (filctem), Silvano Pini (segretario Spi) e Giampiero Got (Filt). Un coordinamento zonale, quello dell’Empolese Valdelsa, che conta 33mila iscritti. “Molti – dicono – denunciano i ricatti dei datori di lavoro” e annunciano una richiesta scritta ai politici del territorio (sul tavolo permanente) e una grande mobilitazione.
“Gli infortuni mortali – ha spiegato Sergio Luschi – non devono passare nel dimenticatoio. Andare a lavoro e farlo in modo normale deve essere la priorità in un paese civile. La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro sono per noi al primo punto e ci faremo sentire in tutte le sedi. Vogliamo dare un segnale forte. Il nostro obiettivo è mettere i lavoratori in una botte di ferro e questo è possibile solo grazie ad un’attenta ed efficace sinergia fra tutte le parti in gioco”. “Stiamo mantenendo alta l’attenzione sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro – ha detto Edmon Velaj – soprattutto in un periodo di crisi come questo: crisi economica in primis, ma anche delle istituzioni. Stanno venendo meno i controlli degli organi preposti”. Una cosa è certa: tutti i sindacalisti presenti stamani non vogliono più solo e soltanto semplici comunicati. “C’è bisogno di fatti concreti – ha chiosato Giuseppe Dentato -. Deve essere ripristinata la cultura della legalità e della sicurezza sui luoghi di lavoro in questo Paese. Al centro c’è la persona, non ce lo scordiamo mai”. E avanza alcune proposte concrete: “Fin dalle scuole medie – propone Dentato – dovrebbe venir costruita la sensibilità sulla cultura della prevenzione e sicurezza, in modo che i ragazzi vengano formati fin da subito. Perché non pensiamo, inoltre, ad istituire un presidio Usl direttamente all’interno delle realtà industriali, in modo da rendere percepibile l’attenzione rispetto alla sicurezza? Sarebbe un ottimo segnale. Potremmo pensare inoltre al ‘telefono bianco’ per chi ha paura a denunciare ma è stato vittima di un infortunio, o semplicemente vuole prevenire un potenziale infortunio perché in azienda si avverte insicurezza”. I sindacalisti hanno puntato il dito sull’assenza dei controlli in azienda, che dovrebbero essere effettuati più spesso. E il problema riguarda tutti i settori, in particolare quello dell’edilizia e dell’agricoltura, settori “molto difficili e delicati” come ha spiegato Sergio Luschi. “Ok all’industria 4.0 – ha attaccato Silvano Pini – ma dobbiamo parlare, assai più di prima, della sicurezza. Questa questione deve trovare risposta a livello legislativo. Ci faremo sentire a tutti i livelli”.

Mirco Baldacci

 

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